Storie da un lontano passato a Verona: il Museo Lapidario Maffeiano

Uno dei più antichi d'Europa, pubblico fin dalla sua nascita, perché il suo creatore Scipione Maffei non voleva che la sua collezione si disperdesse

Uno dei più antichi musei pubblici europei, nato nel 1745 dalla raccolta di Scipione Maffei, il Lapidario di Verona contiene una collezione epigrafica greca, etrusca, romana, araba ed ebraica. 

Il porticato a colonne doriche è opera del veronese Alessandro Pompei, su volontà dello stesso Maffei, che voleva creare un'area di esposizione e conservazione della sua collezione che poi nel tempo si è ampliata. Maffei gli diede il nome di Museo Veronese e lo volle pubblico fin da subito, per paura che le opere venissero poi disperse.

I reperti conservati sono circa seicento, per la maggior parte lapidi (che secondo Maffei erano dei frammenti del passato capaci di narrare direttamente i fatti agli studiosi), e vanno dal quinto secolo avanti Cristo al quinto secolo dopo Cristo.

Ufficilmente il Lapidario è patrimonio del Comune dal 1883 ed è stato recentemente riallestito nel 1982.

Sulle parete del pronao sono infisse alcune urne etrusche che raffigurano miti greci. Le epigrafi e i rilievi di epoca romana sono distribuiti nel pronao, ai lati del cortile e nel sotterraneo. Al secondo e al terzo piano sono invece esposte le funerarie greche, ed è proprio il nucleo di opere greche a rendere unico il Museo Lapidario Maffeiano. Non sono infatti molti i musei che contengono un numero così cospicuo di iscrizioni greche, rappresentative della cultura figurativa e della storia ellenica.

Per informazioni è possibile contattare il numero 045 590087 o visitare il sito museomaffeiano.comune.verona.it 

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