Non solo Giulietta e Romeo: la leggenda del Pozzo dell'Amore a Verona

Quella di Romeo e Giulietta non è l'unica storia d'amore dal triste epilogo che si lega alla città di Verona. Ne esiste almeno un'altra, forse meno nota, ambientata in un cortile poco distante da piazza delle Erbe

Il Pozzo dell'Amore a Verona

Verona è ben nota quale "città dell'amore" e tutti quanti noi associamo questa fama all'altrettanto famosa tragedia shakespeariana. Eppure non è questa la sola vicenda amorosa dalle tinte fosche che si narra essere ambientata nella città scaligera. Ne esiste almeno un'altra che vale la pena di essere ricordata: la cosiddetta "Leggenda del Pozzo dell'Amore".

Si narra infatti che al tempo dell'Imperatore Massimiliano (1509-1517), quando Verona si trovava appunto sotto il dominio del Sacro Romano Impero, un giovane soldato di nome Corrado di San Bonifazio cadde innamorato di una giovane donna del tempo. La bella fanciulla per la quale il Veronese Corrado perse letteralmente la testa si chiamava Isabella e apparteneva al casato dei Donati. Isabella tuttavia sembrava rifiutare l'amore di Corrado, respingendo ogni suo tentativo di seduzione, restando impassibile ed indifferente ai suoi slanci amorosi.

Fu così che un giorno quando la coppia s'incontrò nei pressi di un cortile sito a fianco della piccola Chiesa di San Marco, non lontano da Piazza Erbe, il povero Corrado esasperato dalla freddezza della sua amata che pareva non corrisponderlo, si sfogò  accusandola di essere gelida, glaciale, "fredda come l'acqua del pozzo presente in quel cortile". Isabella non si scompose affatto a quelle dure parole e anzi, non paga delle numerose frustrazioni inflitte al cuore di Corrado, volle lanciargli un'ultima sfida: "Corrado, provate a saltar nel pozzo e forse vi trovarete più freddo che ghiaccio".

Come è noto, il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce. E così, il giovane innamorato non esitò affatto di fronte alla temibile proposta: con grande slancio si gettò nel pozzo, andando incontro, nel bel mezzo dell'inverno, alle sue gelide e profonde acque. Isabella tuttavia, la quale fino a quel momento non aveva mai lasciato trapelare l'ombra di un sentimento, venne presa da sgomento nel veder quell'uomo onesto e probo che per il suo amore si era appena gettato verso una morte certa. Anch'ella aveva in realtà sempre amato Corrado e si decise pertanto a seguirlo nell'oscurità di quel pozzo che, per l'appunto, da quel giorno venne sempre ricordato quale "Pozzo dell'Amore". Per chi volesse, è ancora oggi possibile visitare il cortille di cui si narra in questa leggenda dal triste epilogo, semplicemente recandosi in Vicolo San Marco in Foro.

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