Leggi antichissime del territorio di Legnago: lo Jus Civile del 1555

Si tratta di uno statuto che contiene le regole della vita civile con relative punizioni per chi le infrangeva

Un antico statuto (Foto di repertorio)

La dominazione veneziana fu importante per Legnago dal punto di vista urbanistico, con i diversi interventi di Michele Sanmicheli. Ma risale al periodo veneziano lo Jus Civile Leniacensium del 1555, uno statuto che contiene le regole della vita civile a Legnago, con relative punizioni per chi le infrangeva. Tre sono i libri che lo compongono e dalle norme in esso contenute in molti deducono che all'epoca la zona non fosse particolarmente insicura, non essendo previste leggi particolarmente restrittive.

Di regole però lo Jus Civile ne conteneva tante e alcune testimoniano una certa sensibilità su alcuni temi presente ancora oggi. Sulla prostituzione, ad esempio, le forze dell'ordine sono particolarmente ligie nel multare i clienti delle prostitute. Una punizione moderna, ma quasi 500 anni fa si è sentita la necessità di normare l'attività delle prostitute a cui era concesso di praticare solo nei luoghi più appartati del borgo e quindi vicino alle mura.

Ai giorni nostri si parla di Fattore Famiglia, che permetta di riconoscere delle agevolazioni tariffarie o fiscali alle famiglie sulla base anche dei figli a carico. Lo Jus Civile di Legnago riconosceva un'esenzione pressoché totale dalle tasse alle famiglie con 12 figli.

Altro tema di attualità sono le fake news, le bufale diffuse tramite i social network che rischiano di calunniare o diffamare semplici cittadini o personaggi pubblici. La calunnia e la diffamazione erano reati particolarmente gravi anche durante la dominazione veneziana a Legnago. Anche i bestemmiatori venivano puniti e i violenti. Uno schiaffo poteva costare una multa di venti lire.

Infine, anche la pena di morte era prevista dallo Jus Civile Leniacensium. Potevano essere uccisi i piromani, i ladri o i briganti. E per i ladri valeva anche la legge del taglione, commisurata però alla quantità del denaro sottratto. Per furti fino a dieci lire, poteva essere deciso di non tagliare completamente una mano, ma soltanto un dito.

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