Sindaci che hanno fatto la storia di Verona: Giovanni Uberti

È stato politico nazionale si durante il Regno che durante la Repubblica, ma viene ricordato come il "sindaco dei poveri" quando fu primo cittadino di Verona

Deputato del Regno d'Italia dal 1921 al 1924, senatore nella prima legislatura della Repubblica Italiana dopo la seconda guerra mondiale, oltre ad aver partecipato all'assemblea costituente; ma nonostante tutti questi incarichi nazionali, Giovanni Uberti viene ricordato come il "sindaco dei poveri" per la sua grande attenzione nei confronti della povera gente nel periodo in cui fu sindaco di Verona, tra il 1951 e il 1956.

Giovanni Uberti è nato e morto a Verona e prima d'intraprendere la sua carriera politica ha lavorato come giornalista, prima nel giornale Verona Fedele e poi dal 1916 nel quotidiano tutto suo, il Corriere del Mattino.

Fervente cattolico, ideò il Partito Cattolico Veronese che poi confluì nel Partito Popolare di don Luigi Sturzo. Parallelamente alla politica, s'impegnò nella lotta delle cosiddette Leghe Bianche, una sorta di sindacati di ispirazione cattolica che difendevano gli interessi di contadini e mezzadri. 

Avversario politico del fascismo, Giovanni Uberti fu arrestato e condannato al confino nel 1926. Si racconta che quando fu portato alla stazione di Verona Porta Nuova per essere caricato nel treno che lo avrebbe portato in Basilicata, tantissimi veronesi accorsero commossi per salutarlo. La condanna sarebbe dovuta durare cinque anni, ma grazie all'intercessione del vescovo di Verona, Uberti fu liberato dopo poco più di un anno. Questo però non vuol dire che i fascisti riabilitarono la sua figura. Uberti, durante il ventennio, rimase sempre isolato e costretto alla povertà. Con la caduta del regime, prima fu nominato prefetto, e poi fu eletto sindaco. Il sindaco dei poveri, perché a loro non chiudeva mai la porta.

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