Veronesi nella storia della musica italiana: il direttore d'orchestra Franco Faccio

Probabilmente il più grande direttore d'orchestra delle ultime decadi dell'800. Diresse la prima rappresentazione dell'Aida di Verdi in Italia

Nato a Verona nel 1840, Franco Faccio si formò musicalmente nel conservatorio di Milano e divenne il direttore d'orchestra di fiducia di Giuseppe Verde, anche se tra i due inizialmente non ci fu subito sintonia.

Artista "scapigliato", Faccio prima di avere fortuna come direttore d'orchestra si dedicò alla composizione. Il suo "I profughi fiamminghi" fu accolto positivamente alla Scala di Milano nel 1863. E due anni più tardi compose anche un "Amleto". Queste le sue opere, a cui si devono aggiungere altre cantate e pezzi sinfonici. Proprio per la musica sinfonica, Faccio è importante in Italia, non tanto per le sue creazioni, quanto come direttore delle opere di musica sinfonica europea, che così furono meglio conosciute in Italia. Ma è stato anche promotore della musica sinfonica italiana all'estero.

Ma Franco Faccio entrò nella storia della musica principalmente come direttore d'orchestra, anche della Scala. E probabilmente è stato il più grande direttore delle ultime decadi dell'800. La prima rappresentazione dell'Aida di Verdi in Italia, datata 1872 è diretta da lui, come anche l'Otello del 1887, sempre di Verdi.

Morì a Monza nel 1891.

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