Cronache dai secoli passati: quando per una partita a morra ci si picchiava

Una circolare del 1836 vietò il gioco della morra nel veronese perché causa di gravissimi e continui disordini

Il Gioco della Morra, di Bartolomeo Pinelli (fonte Wikimedia)

"I gravissimi e continui disordini che succedono in causa del clamoroso giuoco così detto della Mora determinano questa Regia Delegazione a prescriverne assolutamente la proibizioni". Questo si legge in una circolare datata 15 marzo 1836 e indirizzata alle amministrazioni comunali di Verona.

La mora o morra è un gioco tuttora praticato non solo nel veronese. Ai due giocatori non richiede particolari abilità, basta una mano con cinque dita e capacità di calcolo. Per i pochi che non sapessero giocare a morra, il regolamento è molto semplice: i giocatori simultaneamente abbassano la mano, mostrando un numero con le dita, e insieme gridano un numero da 0 a 10. Il giocatore che grida il numero equivalente alla somma delle dita mostrate da entrambi, vince.

È forse il fatto di gridare il numero che rendeva il gioco "clamoroso", come scritto sullo circolare. Quindi clamoroso nel senso di rumoroso. E la sua proibizione è nata dalle zuffe che una partita poteva far nascere tra i due giocatori e magari anche tra chi stava a guardare. Nella circolare infatti si specifica che la morra era proibita anche negli esercizi, quindi nei locali pubblici come le osterie, dove magari si giocava un po' alticci e quindi era più facile che nascessero delle risse. Inoltre, non è escluso (anzi è molto probabile) che attorno ad una partita di morra girassero soldi e scommesse e dunque che fosse un gioco d'azzardo. E anche questo potrebbe spiegare le liti, magari nate dalla rabbia di un giocatore che aveva perso dei quattrini in una partita.

La circolare indica le amministrazioni comunali come i responsabili del rispetto del divieto. E chi fosse sorpreso a giocare a morra doveva essere sottoposto "a proporzionati gastighi", ma quali fossero questi castighi non è noto. È noto però che anche gli esercenti che non facevano rispettare la norma potevano essere puniti. Quindi l'oste che permetteva il gioco della morra nella sua osteria poteva essere sanzionato anche con la sospensione dell'attività. Un po' come si fa oggi con i bar fracassoni.

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