Residuati bellici nel lago di Garda: cosa fare in caso di ritrovamento

Importantissimo è non cedere alla tentazione di toccarlo o smuoverlo e, per rendere più facile il ritrovamento agli uomini della guardia costiera, ci si dovrebbe anche segnare le coordinate gps del punto in cui è avvenuto il ritrovamento

Le bombe inabissate durante la Seconda Guerra Mondiale sono ancora oggi fonte di pericolo. L'associazione nazionale vittime civili di guerra e il suo dipartimento ordigni bellici inesplosi lanciano l'allarme. Nel 2017, sono stati rimossi circa 22mila residuati bellici tra mare, laghi e fiumi. E nella prima metà di quest’anno sono già oltre 10mila.

Il pericolo è presente anche sul lago di Garda e le insidie possono essere diverse. L'involucro esterno dei residuati inabissati, a distanza di tanti anni, tende ad assumere i colori dell'habitat marino. Il fondale potrebbe essere sabbioso, scoglioso, colorato o variegato di sfumature. Gli ordigni potrebbero apparire semi insabbiati o celati tra scogli. Bisogna fare quindi molta attenzione e, nel caso in cui ci si trovi di fronte ad una bomba inabissata, è importante seguire poche e semplici regole.

Importantissimo è non cedere alla tentazione di toccarlo o smuoverlo. La prima cosa da fare è segnalare a tutti di allontanarsi. Se possibile, si potrebbe scattare una foto dell'ordigno o lasciare un punto di riferimento ben visibile così che tutti lo possano notare ed evitare. Per rendere più facile il ritrovamento agli uomini della guardia costiera, ci si dovrebbe anche segnare le coordinate gps del punto in cui è avvenuto il ritrovamento. Ma la cosa più importante rimane sempre quella di recarsi alla più vicina capitaneria di porto per segnalare la presenza dell'ordigno.

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