Racchette scaligere: breve storia dei 90 anni dell'Associazione Tennis Verona

Il fondatore e primo presidente fu G. Franco Fedrigoni, che insieme agli altri soci spinse affinché il Comune realizzasse dei campi da tennis in zona Porta San Giorgio. Era il 1929

Foto di repertorio

È stata fondata nel 1929 e quindi festeggia i suoi novant'anni l'Associazione Tennis Verona (Atv).

La sua storia è partita, come si legge sul suo sito internet, dall'iniziativa di un gruppo di amici decisi a sostenere e promuovere una disciplina sportiva interpretata come luogo del corpo e dello spirito in cui praticare il fair play, la buona condotta, l’amicizia e il rispetto dei compagni e delle regole del gioco, senza rinunciare a un sano agonismo.

Il fondatore e primo presidente fu G. Franco Fedrigoni, che insieme agli altri soci spinse affinché il Comune realizzasse dei campi da tennis in zona Porta San Giorgio.
Lo sviluppo del circolo in senso sportivo e agonistico fu particolarmente favorito, a partire dal 1932, da Vasco Valerio, al cui nome oggi è intitolato il campionato europeo a squadre juniores.
I giocatori veronesi mietevano vittorie, crescevano in bravura e nel 1931 il club si iscrisse per la prima volta ai campionati italiani a squadre di terza categoria. I primi corposi successi arrivarono comunque nel 1933, con il primato di Franco Fiorio (singolo) e Fiorio-Sandrini (doppio) nei campionati di Modena. Questi assoluti vennero però annullati perché alcuni giocatori protestarono presso la Fit perché, tra gli iscritti, figurava Folli, un giocatore professionista che insegnava in Svizzera. La federazione dispose pertanto la ripetizione dei campionati a Milano, nei quali si imposero nuovamente Fiorio e Fiorio-Sandrini.

Nel maggio del 1936 Sandro Sandrini fu nominato presidente dell’Atv in sostituzione di Fedrigoni, che comunque continuò a sostenere il club. Subito dopo venne deciso dal direttivo la costruzione di un quarto campo ma mentre si stava lavorando, arrivò l’avviso del Comune di abbandonare immediatamente tutti i campi da tennis, in quanto si doveva costruire il Lungadige del Littorio tra ponte Garibaldi e Ponte Pietra. Il presidente Sandrini, aiutato dagli amici Fedrigoni, Valerio, Rizzardi e Milani, non si perse d’animo e riuscirono ad ottenere una nuova zona per la ricostruzione dei campi, quella dove si trovano ancora oggi, in via Galliano. I lavori da parte del Comune, dopo reiterate pressioni anche da parte del vice-podestà Filippo Brunetti, ebbero inizio nell'estate del 1937 e vennero ultimati nel maggio del 1938. 

I nuovi campi non ebbero vita lunga, perché rimasera distrutti durante la seconda guerra mondiale. La ricostruzione ebbe in prima fila il neo presidente Vasco Valerio e Sergio Maraia, nelle vesti di segretario. I soci si autotassarono per poter acquistare una baracca dell'esercito tedesco da adattare a bar e spogliatoio e la soluzione resse fino al 1963, anno in cui furono costruiti l'attuale club house e gli spogliatoi, inaugurati nel 1964.

Nei primi anni del dopoguerra arrivò a Verona da Bassano Del Grappa un giovane maestro di tennis, Aniceto Razzetti, che avrebbe lasciato un'impronta indelebile non solo nella storia del Circolo, ma anche in quella del tennis veneto avviando alla pratica agonistica intere generazioni di giovani. E dopo Razzetti passarono da Verona anche altri maestri come Bonetti, Di Nicola, Turcaloro, Giavoni, Bigardi, Fesce, Borgo, Oliboni, Leoni, Vantini e il coach internazionale Panajotti.

Il battesimo internazionale ufficiale avvenne nel 1951 con l’incontro tra le rappresentative dell’Italia e della Germania. Poi, nel 1965, in occasione dell’inaugurazione della nuova club house, fu di scena l’internazionale Italia-Francia e nel 1967 Verona chiese ed ottenne l’ambito privilegio di ospitare l’incontro di Coppa Davis tra Italia-Austria.

Cresciuta negli anni in dimensioni e reputazione sportiva grazie alla crescente adesione dei partecipanti, l'Atv è diventata una delle sedi più rappresentative del tennis nel Veneto.
Con trecento soci effettivi, sei campi da tennis in terra rossa, sei campi coperti in inverno, un campo da tennis o calcetto in play-it, un campo da tennis ridotto da allenamento e un'ampia club house con uffici, bar, ristorante, palestra, spogliatoi, sauna e piscina, l'Atv si distingue per l'attenzione con cui prosegue e cura la propria tradizione.

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