Artisti famosi della storia di Verona: Angelo Dall'Oca Bianca

La sua fama superò anche i confini italiani e i suoi quadri erano richiestissimi, anche dalla regina Margherita di Savoia. Alla sua morte donò tutto quel che aveva alla città di Verona

Si dice spesso che nessuno è profeta in patria, ma non sempre è vero. Ci sono artisti in grado di stringere un legame forte con la città dove sono cresciuti e che sono in grado anche di fornirne un'immagine duratura nel tempo, come solo le opere d'arte sanno essere. Un artista di questo tipo è stato per Verona il pittore Angelo Dall'Oca Bianca.

Nato nel 1858 in una famiglia non ricca che si era trasferita a Verona da Zevio. Il padre fu un gran lavoratore e riuscì ad integrarsi bene nella città tanto da permettere al piccolo Angelo di studiare. A neanche 15 anni, il temperamento ribelle e inquieto di Angelo lo porta a vivere in strada, lontano dalla famiglia, dove però ritorna alla morte del padre. Per aiutare economicamente la madre, lavora come manovale e decoratore. Nel frattempo dipinge e le sue opere attirano l'attenzione, tanto che dal 1874 comincia a frequentare l'Accademia di Pittura e Scultura di Verona.

Parte così la sua carriera di pittore, una carriera che conosce subito un successo straordinario. Nel 1881, vende i suoi quadri già prima dell'inaugurazione di una mostra a Milano. L'anno successivo si trasferisce a Roma dove si fa apprezzare anche dall'élite culturale italiana. Le sue opere sono richieste da tutti, anche dalla regina Margherita di Savoia.

Nel frattempo cambia leggermente nome, aggiungendo al suo cognome l'aggettivo Bianca. Il suo successo varca anche i confini nazionali. Nel 1891 una sua mostra personale viene organizzata a Berlino. Raggiunse l'apice della sua carriera, che gli valse premi prestigiosi e guadagni considerevoli.

Nel nuovo secolo Angelo Dall'Oca Bianca vive la fase discendente della sua carriera. La sua arte non si rinnova e questo lo portò a chiudersi a Verona nel suo tenace conservatorismo, che lo portò anche a polemizzare in difesa della "vecchia Verona".

Gli ultimi due regali che Dall'Oca Bianca fa alla sua città sono il Villaggio che porta il suo nome, costruito nel 1939 per i poveri e il testamento scritto nel 1941 in cui lascia tutti i suoi averi a Verona dal momento della sua morte che arriverà l'anno successivo.

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