A Verona la realtà aumentata e una App per eseguire la rianimazione cardiopolmonare

Sarà presentata a Verona l’App "AR IRC" che sfrutta la realtà aumentata per insegnare ai genitori e a tutte le persone comuni, come effettuare correttamente le manovre di disostruzione e quelle di rianimazione cardiopolmonare nel bambino e nell’adulto

Primo soccorso pediatrico - immagine d'archivio

Una App basata sulla realtà aumentata sarà presentata al congresso organizzato dall’11 al 12 ottobre a Verona dall’Italian Resuscitation Council, IRC, associazione senza scopo di lucro che promuove l’educazione alla rianimazione cardiopolmonare: un percorso interattivo unico, articolato e arricchito di contenuti di apprendimento multimediali per scoprire come effettuare le manovre di disostruzione pediatriche e come realizzare un corretto massaggio cardiaco.

L’applicazione si chiama "AR IRC" (dove AR sta per Augmented-Reality) ed è disponibile per Android e iOS; ingloba su una piattaforma le immagini dei manuali dei corsi IRC “Emergenze in età pediatrica” e “BLS-D per operatori non sanitari” per imparare attraverso video interattivi come comportarsi in caso di emergenza. Inquadrando con la fotocamera del proprio dispositivo le immagini delle manovre stampate sui manuali, si vedrà apparire sovrapposto una serie di contenuti aggiuntivi, in realtà aumentata, come modelli 3D, filmati, schede descrittive, pulsanti per azioni o link a siti esterni.

Come sottolineano Andrea Scapigliati, presidente di IRC, e Boris Bujic, direttore generale di IRC Edu: «L’app è nata con lo scopo di insegnare al grande pubblico la rianimazione cardiopolmonare e la disostruzione pediatrica, ma in maniera innovativa e con un’esperienza coinvolgente e unica: l’utente può interagire con gli elementi presenti sullo schermo del proprio dispositivo per accedere ad informazioni più dettagliate sull’immagine selezionata oppure osservare video e avere un’indicazione precisa su come effettuare le manovre, grazie all’interazione con istruzioni e segnalazioni virtuali».

Arresto cardiaco e intervento tempestivo

Ogni anno 400mila persone in Europa, 60mila in Italia, muoiono per arresto cardiaco improvviso. Il 70% degli arresti cardiaci, avviene in presenza di altre persone che potrebbero iniziare subito le manovre di rianimazione cardiopolmonare, ma ciò accade solo nel 15% dei casi, perché chi è accanto alla vittima non è formato, non sa riconoscere un arresto cardiaco oppure non si sente in grado di intervenire. Se si interviene nei primi minuti dall’inizio dell’arresto, le possibilità di sopravvivenza raddoppiano o triplicano; aumentando il numero di persone in grado di prestare i soccorsi necessari attraverso un’adeguata sensibilizzazione e formazione, ogni anno si potrebbero salvare centinaia di migliaia di vite.

Arresto cardiaco e soffocamento da corpo estraneo nel bambino

Nel bambino, l’arresto cardiaco si manifesta con una frequenza molto minore rispetto all’adulto ed è solitamente determinato da cause diverse: una malattia (respiratoria, neurologica, circolatoria) o un trauma che provocano, aggravandosi, un insufficiente rifornimento di ossigeno a tutto il corpo e in particolare agli organi essenziali per la vita.

Gli incidenti domestici, stradali e quelli che si verificano durante l’attività ludica e sportiva sono invece la prima causa di morte e di gravi danni permanenti in età pediatrica nei bambini sopra l’anno di vita. In Europa si stima si verifichino 50mila incidenti da corpo estraneo/anno, sebbene solo l’1% porti al decesso (500 morti l’anno tra 0 e 14 anni).

In Italia, ogni anno, circa 40 bambini perdono la vita per soffocamento causato dall’ostruzione delle vie aree: muoiono talvolta perché chi è con loro in quel momento non sa come intervenire, mentre l’immediata esecuzione delle manovre per liberare le vie aree da cibo o corpi estranei – da parte di genitori, insegnanti o anche semplici cittadini – può essere determinante per salvare una vita.

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