Sciopero dei Medici, urgenze garantite. Luca Zaia solidale: «Lo scenario è apocalittico»

Adesione alta anche negli ospedali veronesi, tutti i motivi della protesta

Sciopero dei medici - immagine d'archivio da Today.it

Una divertente vignetta che da diverso tempo circola sul web, ritrae un consesso di medici riuniti in sciopero che, con aria minacciosa in rigoroso camice bianco, brandiscono cartelli, sui quali tuttavia non si capisce cosa vi sia scritto a causa dell'illeggibile calligrafia. Umorismo a parte, le ragioni per protestare che hanno prodotto lo sciopero dei medici per 24 ore nella giornata odierna, venerdì 23 novembre, sono numerose e ben intellegibili per chiunque provi ad ascoltarle.

Ad elencare le «nubi sulla professione del medico» che si affastellano di anno in anno, ci aveva pensato a Verona esattamente una settimana fa, in occasione della Giornata del medico e dell'odontoiatra celebrata in Gran Guardia, lo stesso presidente dell'Ordine dei medici di Verona, il Dott. Carlo Rugiu. A preoccupare, anzitutto, è il costante «definanziamento del Sistema Sanitario Nazionale»: nelle ultime 13 leggi finanziarie approvate a Roma, si è infatti assistito a tagli lineari delle spese, tagli che non possono che deprimere e produrre una dequalificazione del personale medico. Una tendenza che anche il cosiddetto "governo del cambiamento" non pare aver intenzione di cambiare, se si considerano le stime presentate dallo stesso Dott. Carlo Rugiu, in base alle quali si prevede che nel 2019 l'Italia arrivi ad investire soltato il 6,5% del pil del Paese per la sanità. Una soglia, quella del 6,5%, considerata «a rischio», al di sotto della quale i guai diverrebbero enormi anzitutto per gli utenti stessi del Servizio Sanitario Nazionale, vale a dire i pazienti.

Slide presentazione dottor Carlo Rugiu presidente ordine dei medici di Verona
La slide di presentazione dei nodi problematici divulgati dal presidente dell'Ordine dei Medici di Verona

Altro tema centrale della protesta è quello relativo al "Contratto di lavoro dei medici ospedalieri", ormai fermo dal lontano 2010, così come bloccato risulta essere il "turn over". Tra le rivendicazioni, inoltre, vi è quella di veder riconoscere il «carattere usurante della professione», cosa che ad oggi ancora non avviene. A questo si va poi ad aggiungere il fatto che, a fronte di carenze croniche d'organico, sono «migliaia le ore di straordinario non pagate con carichi di lavoro eccessivi», come ancora spiegava il presidente dell'Ordine dei Medici di Verona. Infine, per quanto riguarda i dottori più giovani, la richiesta principale è ovviamente quella di aumentare il numero di borse di studio per gli specializzandi, attualmente giudicato inadeguato rispetto al numero annuale di neolaureati.

Un'ultima nota polemica, il presidente Rugiu l'aveva riservata al tema delle pensioni. Se l'oramai celeberrima "Quota 100" dovesse, e ancora oggi non è dato saperlo, riguardare anche il mondo dei camici bianchi, ebbene sarebbe una sorta di terremoto che produrrebbe ulteriori carenze d'organico essenziali. A fronte soprattutto del fatto che, come lo stesso presidente dell'Ordine dei Medici aveva ricordato una settimana fa, in una professione come quella del medico non può affatto funzionare l'adagio «uno vale uno». Sostituire un cardiochirurgo dalla carriera cinquantennale con un giovane cui non venga dato il tempo di fare esperienza sotto l'ala protettrice (e formatrice) del maestro anzitempo lasciato andae in pensione, non può che essere un enorme problema, anzitutto per chi si ritrovi a finire sotto i ferri. 

Per quanto riguarda i disagi provocati dallo sciopero odierno, diversi sono stati gli esami diagnostici, gli interventi chirurgici e le visite specialistiche saltate e rinviate, ma le urgenze verranno in ogni caso garantite. Ad aderire alla protesta è stato comunque un numero ben maggiore rispetto alle iniziali aspettative: si tratterebbe infatti di circa l'80-90% del personale medico su scala nazionale, 70-80% invece è la media a livello regionale in Veneto.

«Capisco e sostengo la partita dei medici, - ha dichiarato il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, in merito allo sciopero - perché abbiamo davanti uno scenario apocalittico. Io dico che servirebbe una legge straordinaria per far lavorare i medici senza specializzazione e alleggerire le procedure. Invito anche a operare sul fronte dell'età pensionabile, - ha proseguito il governatore veneto - perché conosco tanti medici che, a 65 anni, sono ancora in grado di dare un ottimo contributo. Siamo in emergenza e adottiamo quindi soluzioni di emergenza».

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