Ospedali di Borgo Trento e di Negrar al top in Veneto per il tumore al seno

Rispettivamente sono al secondo e al terzo posto nella classifica regionale realizzata da doveecomemicuro.it, il portale di public reporting in ambito sanitario

Foto di repertorio

Con un'incidenza di una donna colpita su otto, il carcinoma alla mammella è la neoplasia più diffusa nella popolazione femminile. E nell'eventualità doversi sottoporre a un intervento, le pazienti s'interrogano su quale possa essere la struttura che offre maggiori garanzie di sicurezza. Domande a cui tenta di rispondere www.doveecomemicuro.it, il portale di public reporting in ambito sanitario.
Il sito ha reso disponibile una classifica degli ospedali italiani in base al numero di interventi annui per tumore al seno. Alla base di questa graduatorio c'è l'assunto secondo cui più alto è il numero di casi trattati maggiori sono le garanzie per le pazienti. «Il volume di attività, infatti, secondo quanto dimostrano le evidenze scientifiche, ha un impatto significativo sull’efficacia degli interventi e sull’esito delle cure», ha spiegato Elena Azzolini, medico specialista e membro del comitato scientifico del sito.

Le autorità ministeriali hanno fissato la soglia minima di 150 interventi annui, per quanto riguarda il tumore al seno, per valutare la bontà di una struttura. E secondo gli ultimi dati disponibili, quelli del 2017, su 469 strutture accreditate per svolgere interventi per il carcinoma alla mammella, solo 137 hanno raggiunto la soglia minima, il 29,2%. Una percentuale migliore alla media nazionale (38,9%) si registra in Veneto, dove sono 36 le strutture accreditate.
Negli ultimi cinque anni, sia in Italia che in Veneto, si è verificata una doppia tendenza: da una parte diminuiscono gli ospedali pubblici o privati che si occupano di tumore al seno, dall'altra parte aumentano quelli che rispettano gli standard ministeriali. «La direzione è quella giusta, ma la mia aspettativa, nell’interesse dei pazienti, è che gli indicatori individuati per valutare i centri si perfezionino nel tempo e riflettano sempre più fedelmente la qualità delle prestazioni offerte. Quanto alle strutture in linea con gli standard, il loro aumento è auspicabile, ma non si può prescindere da una loro equa distribuzione sul territorio che garantisca ai cittadini le stesse opportunità di cura risparmiando loro migrazioni da una regione all’altra», ha commentato il medico Massimiliano Gennaro.

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Nella classifica nazionale, solo una struttura veneta rientra tra le migliori dieci ed è l'Istituto Oncologico Veneto di Padova, che si posiziona all'ottavo posto in Italia.
A livello regionale, invece, due ospedali veronesi sono tra i primi cinque in classifica e sono l'ospedale di Borgo Trento dell'azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona (secondo posto regionale) e l'ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar (terzo posto regionale).

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