Vaccino contro il papilloma virus, Bigon lancia l'allarme: «Ulss Scaligera in forte ritardo»

«Per la coorte 2006 - spiega la consigliera regionale Bigon - l’Ulss Scaligera è nettamente in coda a livello di copertura, appena il 24% contro il 78,5% dell’Azienda Dolomiti»

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«Sulle vaccinazioni contro il papilloma virus l’Ulss Scaligera è in ritardo, almeno per le ragazze nate nel 2005 e 2006. Il distacco da altre realtà come quella del Veneto Orientale o delle Dolomiti supera i cinquanta punti percentuali, quali sono i motivi di una differenza così marcata? L’età adolescenziale è il momento più opportuno affinché il vaccino abbia la massima efficacia, perciò i numeri dovrebbero essere ben diversi». Tutta la preoccupazione della consigliera del Partito Democratico Anna Maria Bigon è contenuta in un’interrogazione a risposta scritta firmata anche dai colleghi dem Bruno Pigozzo, Orietta Salemi e Andrea Zanoni e da Cristina Guarda della lista Civica per il Veneto.

«Ci sono differenze davvero enormi per la coorte delle delle nate nel 2005 e nel 2006, - argomenta Bigon - sia nelle tempistiche della campagna di vaccinazione che nel tasso di copertura, che sono inspiegabili. Due mesi fa la Regione ha "dichiarato guerra" al papilloma virus, ampliando l’offerta gratuita proprio nel Veronese, vorremmo sapere se ci sono stati dei riscontri. Dal report "Attività vaccinale 2018", aggiornato al 31 dicembre, emerge come per la coorte 2006 l’Ulss Scaligera sia nettamente in coda a livello di copertura, appena il 24% contro il 78,5% dell’Azienda Dolomiti che insieme ad altre cinque Ulss supera ampiamente il 70%. La situazione sicuramente migliorerà quando sarà completato l’invio degli inviti, ma non sappiamo di quanto sarà ridotto il divario».

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«Il quadro - prosegue Bigon - non è troppo diverso per il 2005: la Scaligera è ultima sia per le prime dosi che per il ciclo completo, rispettivamente 63,8% e 56,8%, oltre venti punti in meno in confronto a Veneto Orientale e Dolomiti. L’attività di prevenzione dovrebbe essere uniforme su tutto il territorio, - conclude la consigliera regionale Dem - perciò vogliamo conoscere le ragioni di uno scarto così ampio e se sono state messe in campo, nel corso del 2019, azioni per permettere un allineamento alla copertura media regionale».

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