Nasce un accordo per salvare i servizi sanitari nelle zone montane

Federfarma-Sunifar e UNCEM nei giorni scorsi hanno siglato un patto per salvaguardare le popolazioni residenti nelle aree montane con il mantenimento in vita delle piccole farmacie rurali, che spesso costituiscono l’unico presidio sanitario attivo

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Aiutare i comuni delle zone montane a mantenere i servizi sanitari combattendo così isolamento e spopolamento. Federfarma-Sunifar, Sindacato unitario dei farmacisti rurali e UNCEM, Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani hanno siglato nei giorni scorsi un protocollo d’intesa finalizzato a salvaguardare le popolazioni residenti nelle aree montane con il mantenimento in vita delle piccole farmacie rurali che spesso costituiscono l’unico presidio sanitario e sociale rimasto attivo.

Il protocollo impegna le due associazioni a sollecitare interventi che promuovano la presenza di attività economiche e di servizi socio-sanitari accessibili ed efficienti nei piccoli comuni montani, per garantire standard di vita dignitosi ai loro abitanti tutto l’anno e non solo durante la stagione turistica. L’accordo firmato dai presidenti nazionali del Sunifar Silvia Pagliacci, che esprime soddisfazione per la strada intrapresa, e dell’Uncem Marco Bussone, punta in particolare all’adozione di ogni possibile iniziativa per garantire nei centri montani la presenza continuativa dell’ambulatorio medico e mettere le piccole farmacie in condizione di continuare ad erogare il servizio farmaceutico, ma anche di ampliare le prestazioni offerte sul territorio. Saranno attivate campagne congiunte di prevenzione ed educazione alla salute su temi di stretto interesse per le popolazioni delle comunità montane, che coinvolgeranno in prima linea le farmacie. A settembre sarà istituito un gruppo di lavoro interno alle due associazioni che entro tre mesi redigerà un documento con i primi atti concreti. Tra le priorità la possibilità per la farmacia di dispensare tutti i farmaci SSN, evitando che i malati e i loro familiari debbano raggiungere i nosocomi per ritirare i farmaci erogati attraverso la cosiddetta distribuzione diretta.

«La mancanza degli ambulatori dei medici di medicina generale che mette a rischio la sussistenza delle farmacie rurali dei piccoli paesi è una triste realtà che coinvolge tutta la provincia, ma si percepisce in maniera più grave nelle zone a scarsa densità abitativa come quelle montane – spiega Matteo Vanzan presidente del Comitato Rurale di Federfarma Verona -. Riteniamo che l’accordo tra Federfarma- Sunifar e Uncem sia quanto mai importante e speriamo decisivo per supportare i residenti che non devono essere considerati cittadini di serie B. Le piccole farmacie devono essere messe in grado di continuare ad offrire servizi di prevenzione, prestazioni di prima istanza, front office, telemedicina, come previsto dalla normativa sulla Farmacia dei servizi. Devono avere la possibilità concreta di essere punti di riferimento sul territorio in caso di emergenza (piccole medicazioni, defibrillatori) e per indirizzare il cittadino nella scelta della struttura del Servizio Sanitario Nazionale più adatta al suo problema».

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