Nuova bufera su Zelger: «Saviano è anti-Salvini, via la cittadinanza»

Il consigliere leghista ha presentato una mozione in Consiglio comunale per revocare la cittadinanza onoraria veronese al giornalista e scrittore napoletano, alla quale lui stesso votò a favore nel 2008

Foto Ansa - Roberto Saviano

Il leghista Zelger non smette di stupirci. Oggi sceglie di presentare una mozione in Consiglio comunale per revocare la cittadinanza onoraria a Roberto Saviano, reo di aver attaccato sul web il Capitano Salvini. Questa volta il consigliere veronese smette i panni del familista integralista e omofobo e si erge a difensore del buon nome del suo capo.

Lo dichiara la parlamentare veronese Alessia Rotta, vicepresidente vicaria dei deputati del Partito Democratico, dopo la mozione presentata dal consigliere per la Lega al Comune di Verona Alberto Zelger, che in passato aveva già attirato su di sé l'attenzione per alcune sue "uscite" in ambito di aborto e unioni civili.

Il primo firmatario della mozione antiabortista approvata a Verona, quello secondo cui “la legge sull’aborto, la 194, non dovrebbe esistere” e per il quale “i gay sono una sciagura per la riproduzione e la conservazione della specie” vuole tornare a far parlare di sé – sottolinea la deputata Dem - ed usa Saviano per avere un po’ di visibilità. Ma vorrei ricordargli che la cittadinanza onoraria viene data dalla città, da una comunità, e non si revoca sulla base quanto si è graditi o meno al capo politico di un partito di maggioranza.
Abbiamo l’evidenza di quanto Salvini richiami all’ordine i compagni di partito per prendere le sue difese e attaccare i suoi presunti avversari, come accaduto oggi nei confronti del sottosegretario Spadafora, ma questa volta Alberto Zelger vuole essere più realista del re e, invece di parlare a titolo personale, chiede che a tutelare il Capitano si erga tutta la città di Verona. Invece di attaccare Saviano – conclude Rotta - Zelger chieda al ministro dell’Interno di occuparsi finalmente delle infiltrazioni della mafia in Veneto. 

Era il dicembre 2008 quando il Comune di  Verona, sotto l'amministrazione Tosi, con 25 voti a favore e 2 astenuti approvò la delibera sul conferimento della cittadinanza onoraria allo scrittore e giornalista napoletano, che da tempo vive sotto scorta e contesta l'operato dell'attuale Governo, con lo stesso Salvini che in qualche occasione ha fatto capire di voler togliere la protezione all'autore di Gomorra, opera per la quale aveva ricevuto minacce di morte da clan mafiosi, in particolare quello dei casalesi. 
Lo stesso Zelger a suo tempo votò a favore del conferimento della cittadinanza, che ora vorrebbe veder revocata in quanto Saviano "ha più volte manifestato il suo disprezzo nei confronti di Matteo Salvini". 

Una proposta che ha scatenato la reazione dell'opposizione veronese, la quale ha attaccato il consigliere con una nota firmata dai segretari provinciale e cittadino del PD Maurizio Facincani e Luigi Ugoli, dal gruppo consiliare composto da Federico Benini, Elisa La PagliaStefano Vallani, e dall'esponente di Verona in Comune e Sinistra in Comune, Michele Bertucco

Dopo le prese di posizione contro l’omosessualità, l’interruzione di gravidanza, la dignità e l’autodeterminazione delle donne, è ancora il consigliere comunale Alberto Zelger a dare la linea politica all’amministrazione Sboarina. Lo fa con una proposta di delibera consigliare per la revoca della cittadinanza onoraria a Roberto Saviano, lo scrittore minacciato dalla mafia per il suo impegno civile e letterario, che è un inaccettabile miscuglio di bufale e piaggeria politica nei confronti di Matteo Salvini.

Si aggiunga la circostanza buffa e surreale per cui il conferimento della cittadinanza a Saviano, del dicembre 2008 (prima giunta Tosi), fu approvato all’unanimità del Consiglio comunale di Verona con il voto favorevole dello stesso Zelger, dell’attuale ministro Fontana (allora semplice consigliere tosiano) e dell’attuale presidente del consiglio comunale nonché parlamentare della Repubblica Ciro Maschio. Che ora cambia (cambiano?) idea.

Chi conosce Zelger non si stupirà più di tanto: è stato berlusconiano quando era in auge il Cavaliere; tosiano nel decennio scorso e ora leghista dell’ultima ora devoto appunto a Matteo Salvini. A lui si devono esternazioni contro donne ed omosessuali che hanno attirato sulla città di Verona biasimo e indignazione da tutto il Paese, del tipo: “I gay sono una sciagura per la conservazione della specie”. “Il sesso omosex fa venire malattie di tutti i tipi”. “Le donne hanno un cervello diverso da quello degli uomini, basta leggere gli studi scientifici e guardare come parcheggiano le auto”. “Se la parte sinistra del cervello di un uomo viene colpita lui smette di parlare, mentre la donna continua”.

La proposta di revoca prende le mosse dalla condanna in Cassazione (settembre 2017) all’autore di Gomorra per “l’illecita riproduzione di articoli pubblicati dai quotidiani Cronache di Napoli e Corriere di Caserta”. Si tratta di 3 pezzi per i quali Saviano e il suo editore, la Mondadori, sono stati condannati a risarcire l’editore locale con 6 mila euro. Essi costituiscono lo 0,6% dell’opera e non ne pregiudicano pertanto l’originalità. Una tempesta in un bicchier d’acqua nel quale, a distanza di due anni, vuole tuffarsi anche il consigliere Zelger tirandosi dietro tutta la maggioranza e la città nell’ennesima figuraccia a reti unificate.

Il vero motivo della proposta di revoca è politico, e sta nello scontro con Salvini sul tema dell’immigrazione e della lotta alla criminalità organizzata. Come sull’Europa, sul lavoro, la sicurezza, le infrastrutture, l’istruzione, la sanità, il leader leghista viene accusato di produrre tanto fumo e niente arrosto. Ma siamo nel campo della polemica politica e nessuno, tanto meno uno scrittore, può essere punito o intimidito per le sue idee fintanto che rispettano la Costituzione.

Peraltro, il documento di Zelger non cita tutti gli insulti che Salvini rivolge a Saviano, né la minaccia di revocargli la scorta, irresponsabilmente brandita come pura esibizione di potere. Il vuoto della politica salviniana è evidente anche in questi giorni in cui parla di “prove di contatti tra Ong e trafficanti”. Peccato che tale affermazione non trovi riscontro nelle indagini di nessuna Procura d’Italia.

La revoca della cittadinanza è pertanto un penoso atto di piaggeria politica nei confronti di Salvini e non meriterebbe neanche di venir preso in considerazione se non ci fosse un’amministrazione come questa.

Restando sempre tra le fila del Partito Democratico, anche il deputato veronese Diego Zardini è interventuto sull'argomento. 

Caro Zelger, il Comune mica è casa tua che fai entrare chi ti pare e gli altri li metti o li lasci alla porta. Il Comune è la casa di tutti noi e tu, come tutti gli altri amministratori, sei lì pro tempore. Il ‘ragazzo’ è fatto così: ogni spunto è buono per autopromuoversi. Non avendo una sola idea concreta su come migliorare Verona e disponendo di tanto tempo libero si butta su questioni simbolo, come l’aborto o come appunto la cittadinanza a Saviano, per polarizzare l’opinione pubblica e farla discutere del vuoto di cui lo stesso consigliere si circonda quotidianamente. L’ultima trovata è misurare i like dello scrittore anticamorra al capo di un partito politico, sì quello che va in giro vestito una volta da poliziotto e un’altra da carabiniere, per verificare il merito o meno della cittadinanza onoraria di Verona. A parte la tecnica ormai fiacca, più le spari grosse maggiore risonanza avrai, lo invito a prendere la vita politica con maggiore gaiezza e serenità. Anche perché, come sappiamo, la politica a differenza dei diamanti (ops…), non è per sempre e il rischio di farsi sommergere dalle risate resta lì in agguato dietro l’angolo, feroce e implacabile. 

Durissime infine le parole di Giorgio Pasetto, membro dell’Assemblea di +Europa e Presidente dell’Associazione locale Area Liberal. 

Questa volta i fascio-leghisti di casa nostra e nello specifico il consigliere Alberto Zelger, ma con lui sicuramente la maggior parte della classe politica di destra al governo di Verona, hanno deciso di colpire Roberto Saviano: scrittore di fama internazionale e indomito sostenitore dei diritti fondamentali e della libertà contro le discriminazioni e il razzismo sempre più dilagante. Saviano è, inoltre, anche un grande sostenitore dell’Europa e dell’Unione Europea contro la visione sovranista e isolazionista del nostro Paese. In poche parole Saviano è l’anti-Salvini per eccellenza. Ha criticato senza mezzi termini la politica e le scelte del primo Ministro e per questo ora i “vassalli locali” del leader leghista hanno deciso di colpirlo. 
Un attacco del genere non poteva che partire da Verona, la nostra città si è asservita al potere leghista per distinguersi come patria del nuovo credo fascista basato sull’intolleranza, l’oscurantismo ed il razzismo. Con scuse che definisco peripatetiche - una condanna della Cassazione risalente al 2017 per pubblicazione illecita di alcuni articoli di giornale - si colpisce un simbolo della libertà di pensiero. Così come Salvini ha colpito la Sea Watch, la Capitana Carola, le ONG, Macron, La Merkel e addirittura la linea di solidarietà umana del Papa Bergoglio. Da Verona è dunque partita l’ennesima scossa politica per tenere alto l’odio sociale e il “consenso elettorale”. Altro che mettere all’ordine del giorno la revoca della cittadinanza onoraria a Roberto Saviano, Il Sindaco Sboarina dovrebbe pretendere le dimissioni di questo consigliere. Zelger da anni sta solo che discreditando la nostra città con la presentazione di mozioni che vanno a colpire i diritti fondamentali degli individui e le libertà conquistate nel nostro Paese.

Conferimento della cittadinanza a Roberto Saviano nel 2008

Richiesta di revoca della cittadinanza a Roberto Saviano nel 2019

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