Verona, vertici delle Province chiamati a raccolta: "Necessario chiarire i nostri poteri e le deleghe"

Una delle prime azioni che i sette presidenti devono portare avanti è la contrattazione con la Regione per definire tutte le altre funzioni che devono essere assegnate entro la fine dell'anno, per "permetterci di lavorare con serenità e chiudere i bilanci"

Pastorello (Verona), Trombini (Rovigo), Larese Fillon (Belluno), Zaccariotto (Venezia), Variati (Vicenza), Soranzo (Padova)

Province del Vento chiamate a raccolta. Si è svolto mercoledì a Treviso il primo Consiglio direttivo dell'Upi Veneto, che ha sancito l'insediamento dei nuovi presidenti di secondo livello recentemente eletti nelle Province di Belluno, Padova, Rovigo, Verona, Vicenza. Un'occasione per rilanciare il tema dei tagli agli enti locali, soprattutto dopo la "declassificazione" delle Province. diventate a tutti gli effetti enti di secondo livello.

“Le Province italiane attraversano un momento di grande difficoltà - ha spiegato il presidente veronese, Antonio Pastorello - non solo per via dei tagli ma anche per l'applicazione della riforma Delrio. Ci sono state confermate le nostre funzioni fondamentali: ambiente, edilizia scolastica, pianificazione di area vasta, trasporto su gomma, viabilità e discriminazione sul lavoro. Si tratta quindi di garantire ai cittadini servizi importanti che riguardano anche la loro sicurezza. Non sempre noi presidenti siamo messi in condizione di rispondere come vorremmo alle richieste dei nostri territori. Riunirci e portare avanti insieme le stesse battaglie, di sicuro favorirà l'efficacia della nostra azione”.

“Appena i nuovi presidenti sono stati eletti, li ho convocati per far ripartire il lavoro dell'Upi - ha ribadito Leonardo Muraro presidente dell'Upi Veneto e della Provincia di Treviso -. Certo, conciliare gli impegni di sindaco e di presidente della Provincia per i nuovi non è facile, ma finalmente siamo riusciti a riunirci tutti attorno a un tavolo. Una delle prime azioni che dobbiamo portare avanti è la contrattazione con la Regione per definire tutte le altre funzioni di delega che le Province, anche quelle nuove, dovranno andare a gestire, in particolare attraverso il tavolo di lavoro istituito al tavolo regionale. Queste deleghe devono esserci assegnate entro la fine dell'anno, per permetterci di lavorare con serenità e chiudere i bilanci, così da gestire anche il personale che le funzioni richiedono. Diversamente, saranno messi in difficoltà i servizi essenziali ai cittadini. Ricordo che abbiamo firmato di recente un protocollo con l'Anci proprio per monitorare in Veneto l'applicazione della legge Delrio”.

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