Verona, tv, radio e valanghe di commenti sui social. Lo scontro Salvini-Tosi fa dividere fan e politici

Il segretario della Lega, dapprima dimostratosi disponibile a ricucire il rapporto, è passato al "Saluti e grazie" e fecendo "gli auguri" al sindaco. A scatenarsi, dopo il post su Facebook, tanti sostenitori. E si vocifera l'imminente candidatura alle Regionali

Duelli verbali a distanza. Tv, social network, radio. Si è consumata ovunque la battaglia interna della Lega Nord che è terminata con la cacciata del sindaco di Verona, Flavio Tosi, dalla Lega Nord. Matteo Salvini, dapprima dimostratosi disponibile a ricucire il rapporto, è passato al "Saluti e grazie" e fecendo "gli auguri". A scatenarsi, dopo il post su Facebook del segretario federale, sono stati sostenitori di entrambe le parti più qualche "esterno". Ci si divide sulla questione, dentro e fuori Verona.

Alcuni hanno ipotizzato che Tosi sia pronto al grande salto e avrebbe annunciato la sua candidatura alle elezioni regionali contro Luca Zaia. Nel corso dell'incontro di martedì pomeriggio, davanti a decine di giornalisti alla conferenza stampa in Sala Arazzi a Palazzo Barbieri, ha spiegato la sua "versione dei fatti", ribadendo il patto "tradito" sulla leadership del centrodestra con Maroni e Salvini e la "slealtà" con cui la Liga Veneta sarebbe stata estromessa dalle decisioni sulla presentazione delle liste per le elezioni regionali. Sulla sua eventuale candidatura contro Zaia si è stretto nel riserbo ma ha confermato che si prenderà "due giorni per pensare al futuro. Per sabato o magari lunedì avrò deciso. Bisogna prendere le decisione a mente fredda. Entro un paio di giorni decido sul da farsi con un minimo di tranquillità".

Sul resto Tosi non ha dubbi: "Salvini si assume la responsabilità di danneggiare il centrodestra in vista delle elezioni regionali. La decisione di via Bellerio è stato solo un pretesto per liberarsi del sottoscritto, che la pensa diversamente su molti punti tra cui l'uscita dall'euro" e sulla svolta di estrema destra del movimento. Una rottura che, come precisato, si è largamente consumata attraverso pagine di quotidiani, interviste tv e messaggi sui social network. Dopo la sua cacciata Tosi avrebbe ricevuto, la mattina di mercoledì, circa 600 messaggi di solidarietà. "Ne ho letti quasi la metà e magari questa sera con calma leggerò gli altri. Perchè io sono uno che risponde a tutti". E sulla mail che di Salvini che decretava la cancellazione delle liste in Veneto? "Mi eè arrivata martedì sera, precisamente alle 22e18. Poco dopo la trasmissione a cui ho partecipato e dalla quale avevo lanciato una ultima proposta di accordo. Inutilmente".

BUFERA SUL WEB - Sul profilo ufficiale di Salvini, seguitissimo e molto presente anche su Twitter, si contano oltre 6500 "Mi piace" al suo post legato a Tosi. E i commenti proseguono a valanga anche a distanza di ore. Gli "amici" di Salvini commentano anche pesantemente le scelte del sindaco. Si va dal "traditore" al "voltagabbana banderuola". C'è chi chiede di "stare uniti" e chi invece commenta che la cacciata di Tosi sia un "clamoroso autogol", o qualcuno che analizza la scelta di Salvini "Caro Matteo ..però 'sto giro anche tu hai sbagliato ad imporre certe cose in maniera autoritaria..sai benissimo che in veneto non dovevi decidere te. Questo errore ti costerà molto caro, perché la Moretti vincerà e tu subito dopo perderai, di conseguenza, una valanga di consensi nella regione più leghista d'Italia", e ancora "le divisioni non hanno mai un vincitore", "cacciando Tosi perdi una delle persone più competenti e credibili del pietoso palcoscenico politico". Fino ai sostenitori del sindaco: "Credo abbia ragione Tosi e i risultati si vedranno. Dispiace Matteo, ma secondo me (parlo da veneto ovviamente) le decisioni per il Veneto non si dovevano prendere a Milano. Dispiace, un'altra regione regalata alla sinistra, peccato davvero!".

Pochi minuti dopo il post di Salvini era stato il fedelissimo di Tosi e coordinatore della Fondazione "Ricostruiamo il Paese", Fabio Venturi, a spiegare "cacciati a testa alta. Orgogliosamente leali, corretti e coerenti. Abbiamo difeso la nostra dignità. Qualcuno adesso si vergogni. Siamo donne e uomini liberi. Siamo con Tosi". Era stato lo stesso Venturi su Facebook, ironicamente al termine della partita di Serie A a commentare "Verona non ha paura di Milano. Milan - Hellas Verona 2 a 2. In rimonta".

CONTRO TOSI - Reazioni anche dal mondo politico esterno alla Lega ma che con Tosi aveva condiviso un percorso in Comune. Come il senatore Stefano Bertacco, ex assessore ai Servizi sociali di Verona, che su tramite una lettera aperta ha voluto ricordare "quanto accadde nel 2012 al termine del primo mandato da sindaco. Si erano conclusi cinque anni intensi di tanto lavoro, di progetti per la città con un grado di soddisfazione da parte dei cittadini altissimo. Allora ti comportasti in maniera non difforme a quanto Salvini ha fatto con te. Hai fatto saltare tutti gli equilibri. Hai estromesso gli altri partiti. Il diktat fu 'o con me o contro di me' ". Il segretario provinciale della Lega Nord, Paolo Paternoster, un tempo molto legato a Tosi, si è per ora limitato a giudicare "insiegabile" la svolta del sindaco in Lega dopo "tutte le opportunità di carriera politica" offerte nel partito mentre la segreteria annunciava la cancellazione della presentazione del libro "Salvini&Salvini" (organizzata dal Movimento Giovani Padani) prevista al Liston sabato prossimo per l'assenza dell'autore, Roberto Poletti.

"È andata avanti una specie di commedia all'italiana - ha invece commentato Michele Bertucco, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale -. Era evidente da tempo che Tosi voleva uscire dalla Lega e con Salvini la sua presenza era ingombrante".

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