Verona, Tosi, Salvini, Zaia e "l'altro": resa dei conti in casa Lega. "Luca è intoccabile in Regione"

Lunedì nel Vicentino l'incontro a tre dei vertici leghisti per discutere di candidature per le elezioni e appianare le "divergenze" che rischiano di rompere in due il Carroccio. Rimane il nodo alleanze con Forza Italia di Berlusconi

Da sinistra: Tosi, Salvini, Zaia e Berlusconi (Foto dal web)

La “resa dei conti”? Sarà lunedì prossimo, nel Vicentino. Quell’incontro, cioè, tra il sindaco di Verona, Flavio Tosi, il segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini, e il presidente della Regione e candidato alla rielezione, Luca Zaia. Dopo botte-e-risposte a distanza, la protesta del primo cittadino scaligero, anche segretario della Liga Veneta, è giunta fino a Milano e sono stati chiamati in causa i vertici del Carroccio. Salvini e Maroni hanno entrambi cercato di gettare acqua sul fuoco dopo la polemica scatenata da Tosi si era fatta incandescente e da cui emergeva l’intenzione di concorrere alle Regionali con una propria lista sfidando il “collega” Zaia. Tosi chiedeva lealtà e coerenza sui “patti” stretti e a poche ore è stato Salvini a rispondere, tirando in ballo persino l’alleanza con Berlusconi, tanto odiata al sindaco veronese.  “Luca Zaia non si tocca e nessuno lo mette in discussione, neanche se arriva Gesù Bambino” avrebbe sbottato Salvini che sul Cavaliere ha poi commentato che “non siamo arroganti, non facciamo diktat a nessuno, ma non ci alleiamo ogni 15 giorni con questo o con quell'altro”. “Nessun problema con Tosi”, “ma il buon governo di Zaia” è intoccabile.

Incassato un primo colpo, Tosi attende l’incontro risolutore della prossima settimana. “Prima di tutto bisognerà discutere del rapporto con Forza Italia, come eventuale alleato, anzi del rapporto con Berlusconi che non rappresenta tutta Forza Italia" ha spiegato il sindaco veronese, in trasferta a Lecce per un incontro politico. "Berlusconi - ha ricordato Tosi - che prima sta con noi e taglia la tassa sulla prima casa, poi sostiene Monti e gli vota la reintroduzione della tassa sulla prima casa, poi lo manda a casa, poi lo ripropone premier. Berlusconi che si mette d'accordo con Renzi, perche' in vista delle regionali in Lombardia fa finta di litigarci. Il Patto del Nazareno è tutt'altro che saltato, e ci tornerà a braccetto un minuto dopo che le regionali finiranno. Penso che la Lega possa fare a meno di questi meccanismi da vecchia politica".  Il giorno per “affilare le armi” è però il 14 febbraio in Veneto, San Valentino, quando si riunirà il Consiglio della Liga Veneta presieduto da Tosi a Noventa Padovana. Si discuterà della opportunità di presentare liste civiche in abbinamento a quelle del candidato Zaia e, in ogni caso, evitare che Salvini possa tagliare fuori da ogni decisione sulle candidature il raggruppamento veneto.

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Tra Lega e Forza Italia la “resa dei conti” sarebbe invece al 28 febbraio, quando il Carroccio scenderà in piazza a Roma per manifestare contro il governo Renzi (dal titolo "Renzi a casa" e per cui da Verona si stima una partecipazione di circa mille militanti). Salvini ha “invitato” Forza Italia ma la mano appare quantomai forzata. I sostenitori del Cavaliere dovranno uscire allo scoperto, nelle intenzioni del segretario padano, visto che "non basta certo una settimana dopo che Berlusconi la lavorato per mesi a fianco di Renzi”. Salvini ha spiegato che "per chi vuole accordarsi con la Lega serve uno sforzo, coerenza e coraggio". “Niente ammucchiate e marmellate” aveva spiegato giorni fa. Altrimenti la Lega va avanti da sola.

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