Tosi: "Potrei dimettermi dalla Liga Veneta e candidarmi come governatore alle elezioni"

Il primo cittadino scaligero è intervenuto questa mattina a Radio 24, parlando della situazione creatasi nel Carroccio. "Se venisse portata avanti la linea del commissariamento la frattura sarebbe irreparabile"

Flavio Tosi è intervenuto questa mattina alla trasmissione radiofonica 24 Mattino, condotta da Alessandro Milan su Radio 24. Quello del sindaco scaligero non è stato un intervento distensivo ma una presa di posizione nei confronti del partito. "Se il Consiglio federale della Lega mantenesse la posizione del commissariamento valuterei le dimissioni da segretario della Liga Veneta. Poi a quel punto liberi tutti e allora potrei candidarmi a governatore", queste le sue parole che sembrano preannunciare la rottura definitiva. 
"Se venisse portata avanti la linea del commissariamento la frattura sarebbe irreparabile. Spero che loro rivedano questa decisione presa, una decisione sbagliata". Si candiderà quindi come governatore? A questa domanda il primo cittadino veronese risponde così: "Io sono stato da sempre fin troppo leale e corretto, quindi ho sempre sostenuto la candidatura di Zaia. L’ho fatto anche lunedì scorso, salvo poi essere commissariato. Ora, se ci fosse una frattura ognuno poi deciderebbe liberamente. Ma se così fosse non avremmo certo provocato noi la situazione, noi abbiamo chiesto solo un diritto scritto nell’art. 39 dello Statuto della Lega, cioè fare le liste. Se loro portano avanti questa frattura, allora ognuno può fare quel che vuole. Posso rimanere sindaco, ritirarmi in seminario o anche candidarmi a governatore".
Sulla decisione di respingere il commissariamento poi spiega: "Abbiamo deciso così a maggioranza per due motivi: uno è tecnico, perchè serve un voto del Consiglio federale con maggioranza di tre quinti. Il problema sostanziale è il secondo: non è mai successo che la Liga Veneta venga commissariata a due mesi dal voto solo per fare le liste. È un atteggiamento irrispettoso, tanto vale che le realtà regionali vengano chiuse e si decide tutto a Milano. È una cosa profondamente scorretta". Tosi ha poi concluso parlando dei suoi rapporti, spesso complicati con i segretari federali (prima Bossi, poi Salvini): "Io sono un uomo libero e diversamente da tanti altri antepongo la coerenza e la dignità a qualsiasi altra cosa".

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