Anche il rettore dell'Università di Verona si scaglia contro il post sessista sulla Moretti

Nicola Sartor esprime il proprio disappunto per il post del ricercatore universitario Luca Morisi, dove un manifesto della candidata del Pd viene accostato alla pubblicità di uno spettacolo per soli adulti

Oltre alla polemica della presunta discesa in campo premeditata di Flavio Tosi, ce n'è un'altra che invece investe il Carroccio. La foto postata su Facebook da Luca Morisi, dottore di ricerca all'Università di Verona e punto di riferimento informatico di Salvini, dove il manifesto della candidata del Pd Alessandra Moretti, viene accostato alla pubblicità di uno spettacolo per soli adulti con immagini di donne seminude, ha prima scatenato le reazioni dei Democratici e ora arriva anche la presa di posizione del rettore dell'ateneo veronese, Nicola Sartor. "Accogliendo il sentimento di indignazione, espressomi da più parti, per il contenuto sessista del post pubblicato da Luca Morisi su Facebook e ripreso dai media locali e nazionali - afferma il rettore in una nota - rilevo con dispiacere che tale comportamento reca danno alla reputazione dell'Università di Verona, violando il Codice Etico di Ateneo che ogni docente, anche se soltanto nel ruolo di professore a contratto, è tenuto a conoscere e rispettare. All'articolo 2 il Codice dispone, fra l'altro, che le persone che lavorano e studiano presso l'Università si impegnano a rispettare i valori legati alla dignità e alla promozione della persona". 
Come riportato anche dal quotidiano L'Arena, sulla vicenda è tornato a parlare anche il Pd, tramite  la portavoce della Conferenza delle donne democratiche, Valeria Pernice, e le candidate al consiglio regionale Orietta Salemi e Anna Maria Bigon: "Nel vuoto pneumatico di risultati e di proposte, ai consulenti e collaboratori dell'insipido governatore uscente Zaia resta ormai ben poco da provare nel disperato tentativo di riattizzare lo stanco e deluso popolo leghista - affermano le tre donne - La cosa più grave dell'attacco sessista nei confronti di Alessandra Moretti, la cui immagine è stata accostata al manifesto di uno spettacolo di pornostar, è che è stato portato a termine da un docente, seppur a contratto, dell'ateneo della nostra città, un operatore della formazione che dovrebbe formare gli studenti e non alimentare pregiudizi che vanificano decenni di storia e di progresso civile e gli sforzi della stessa università. Sappiamo che da parte del “professore” non arriverà nessuna scusa e minimizzerà l'accaduto, il tipico atteggiamento di chi sa di averla sparata grossa. Quando la politica non ha più parole non rimane che l'immondizia. Roba da cassonetto, ma non riciclabile. Il silenzio più assordante - concludono infine - Bigon, Salemi e Pernice - resta quello del governatore uscente Luca Zaia, che solo pochi giorni fa aveva motivato la sua contrarietà alla doppia preferenza di genere sostenendo che le donne non hanno bisogno di aiuti, salvo poi smentire se stesso avallando con il suo silenzio un attacco che riporta il livello del dibattito su infimo piano".

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