Verona, tra rabbia e rammarico Miozzi lascia la presidenza della Provincia: "Noi virtuosi fino all'ultimo"

Lettera di fine mandato: "Al mio successore si prospetta uno scenario incerto, pieno di punti di domanda di cui per ora non si intravede risposta. Servizi essenziali a rischio così come Protezione civile e polizia provinciale"

La Giunta provinciale di Verona al completo

È con qualche rammarico e un pizzico di rabbia, già manifestata alcuni giorni fa che il presidente della Provincia, Giovanni Miozzi, lascia l'incarico dell'ente. Più volte aveva ribadito la necessità di razionalizzare le spese senza però dover andare a toccare i Consigli provinciali, ritenuti indispensabili al buon funzionamento della macchina amministrativa. Le elezioni per il nuovo Consiglio provinciale (formato secondo la legge di riforma Delrio da sindaci e consiglieri comunali del Veronese che sono gli unici a poter votare) sono fissate per domenica 12 ottobre a Palazzo Capuleti in via delle Franceschine, dalle ore 8 alle 20. Sarà eletto il nuovo presidente.

Miozzi ribadisce che sempre più presenti si erano fatte le difficoltà di poter continuare a governare rispettando i termini del Patto di stabilità che vincolava milioni e milioni di euro che potevano essere investiti per opere sul territorio. Queste le sue ultime parole di fine mandato:

“Nei prossimi giorni giunge al termine il mio mandato alla guida della Provincia di Verona. E' stata un'esperienza amministrativa per me significativa, di cui sono orgoglioso. Seppur felice di ciò che sono riuscito a compiere, lascio la carica di presidente con un po' d'amarezza per il futuro che riguarda l'ente. Le Province sono realtà territoriali importanti che stanno per avviarsi ad una nuova stagione tutta da scrivere e per certi versi non indicata dalla legge Delrio di riforma. Al mio successore si prospetta, infatti, uno scenario incerto, pieno di punti di domanda di cui per ora non si intravede risposta.

A pochi giorni dall'inizio di questa nuova epoca politica, si ignorano ad esempio le sorti della Protezione civile e della polizia provinciale. Non sarà facile assicurare i servizi essenziali ai cittadini, basti pensare alle prossime necessità di sgombero neve nelle strade provinciali del nostro territorio. Tutto questo non solo comporterà un disagio, ma una grave compromissione del turismo invernale. Una situazione di indeterminatezza che non può che ricadere, ingiustamente, sulla vita dei cittadini. Colui che uscirà vincitore dalle elezione del prossimo 12 ottobre, chiunque egli sia, si troverà a fare i conti con un bilancio ridotto all'osso per via dei sempre più scarsi trasferimenti statali. Voglio sottolineare che la situazione di ristrettezza economica non è assolutamente causata dal lavoro della mia Amministrazione, che, al contrario, si è dimostrata virtuosa. Siamo stata, infatti, l'unica Provincia italiana ad abbattere del 65% il nostro debito. E la nostra gestione oculata ci ha permesso di avere 20 milioni da investire in infrastrutture, manutenzioni stradali e di edifici pubblici, che tuttavia non abbiamo potuto utilizzare per via del Patto di stabilità. Inoltre, con un patrimonio del valore stimato di circa un miliardo, avremo potuto richiedere prestiti considerevoli.

Rimarranno di competenza della Provincia l'istruzione secondaria di secondo grado, la formazione, l'ambiente e il coordinamento della viabilità. Tuttavia, ancora non ci è stato dato modo di sapere come e dove trovare i fondi per gestirle e, soprattutto, non ci sono stati specificati i confini di ciò di cui la Provincia dovrebbe effettivamente occuparsi. Nonostante tutto, effettuando un bilancio generale del mio mandato, voglio condividere l'orgoglio per quanto compiuto in questi cinque anni. Soddisfazione che deriva dalla consapevolezza di poter annoverare una decorosa serie di successi. Importanti e molteplici sono, infatti, i progetti che, attraverso un impiego efficace ed efficiente dei fondi pubblici, abbiamo realizzato in questi anni, non solo nei settori del lavoro e del turismo, ma anche in quelli dell'edilizia scolastica e della cultura”.

Giovanni Miozzi
Presidente della Provincia di Verona

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