Verona, emergenza profughi. Zaia attacca: "Situazione fuori controllo"

Il presidente della Regione critica duramente l'operazione "Mare Nostrum": "Così non si può andare avanti, è arrivato il momento che ognuno si prenda le proprie responsabilità". Al Veneto erano stati assegnati 1511 migranti, ad oggi ne sono arrivati circa 3000 e il flusso non tende a fermarsi

"Le notizie che ci giungono quotidianamente testimoniano in modo dirompente ciò che sostengo da tempo: il fenomeno migratorio di Mare Nostrum è totalmente fuori controllo grazie ad un vergognoso scaricabarile dell’Europa e del Governo italiano, che riceve tanti complimenti da Bruxelles, ma altro non fa che scaricare il problema sui territori, dove arrivano persone che, nella stragrande maggioranza dei casi, si trasformano in poche ore in fantasmi, forse malati, forse malintenzionati, di sicuro disperati, che nessuno sa dove vadano davvero, tranne i furbi che potrebbero tramutare questa situazione in un business dei trasporti, o gli ingenui che credono si tratti di turisti o uomini d’affari. Situazione insostenibile, che rischiamo di pagare cara, perché nessuno può garantire che, tra donne e bambini, possano celarsi personaggi dediti a ben altro che alla fuga dalla guerra e che magari la guerra vogliono portarla qui”.

È molto dura la valutazione del Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia sull’evolversi della situazione degli arrivi di profughi provenienti dall’operazione “Mare Nostrum”.

Così non può andare avanti – incalza Zaia – siamo arrivati al punto che la Prefettura di Vicenza ammette onestamente di essere in costante allerta ma che, ad esempio, quando queste persone arrivano di notte, non è possibile eseguire tutte le foto segnalazioni. Lo Stato deve supportare i territori e non lasciare soli i suoi stessi uomini”.

“Il Veneto ha una lunga storia di accoglienza e solidarietà, tanto che oggi gli stranieri residenti sono ben 500 mila, più del 10% della popolazione – aggiunge il Governatore – ma quello che sta accadendo in queste settimane è un caos che non accettiamo: il Viminale a marzo ci aveva assegnato un contingente di 1.511 migranti; oggi quelli arrivati sono circa 3000 e continua un afflusso disordinato e casuale al quale è impossibile dare risposte di civiltà. Così facendo i profughi non sono più su un gommone, ma di certo non si rispetta la loro dignità di esseri umani, così come non si rispetta il diritto delle popolazioni locali a vivere in serenità e in sicurezza”.

Le nostre task force sanitarie – prosegue il Presidente del Veneto – sono all’opera, hanno già verificato l’assoluta inappropriatezza dei siti ipotizzati dal Governo, stanno attuando tutte le misure di igiene e profilassi per verificare lo stato di salute di queste persone, curarle se ne hanno bisogno, prevenire il diffondersi di malattie infettive da noi oramai eradicate da tempo, ma se non abbiamo la certezza di poter intercettare tutti i migranti che arrivano perché non si fa in tempo nemmeno a fotosegnalarli prima che fuggano verso l’estero o verso la clandestinità, vuol dire che Mare Nostrum fa acqua da tutte le parti”.

È arrivato il momento – conclude Zaia – che ognuno si prenda le proprie responsabilità nei confronti dei cittadini Veneti e Italiani. La Regione ha messo e metterà in campo ogni sforzo per garantire i propri cittadini dal punto di vista della salute pubblica e della sicurezza; il Governo faccia altrettanto, cominciando a mettere in campo uomini e mezzi per aiutare i territori a gestire la situazione”.

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