Verona, "già a conoscenza della cacciata di Tosi ma si voleva aspettare l'intervista alla Gruber"

La resa dei conti termina con la cacciata del sindaco da Lega e Liga Veneta. Fedelissimi di Salvini ammettono che le "condizioni" poste per "fare pace" erano state giudicate "irricevibili". Lui: "Non parlo di delusione, mi interessa essere coerente"

"È chiaro che se alle regionali si va divisi, si agevola chiunque altro sia un competitore. Salvini? Non parlo di delusione, mi interessa essere coerente e lineare con me stesso, questo mi basta". Al di là delle parole il sindaco di Verona e segretario della Liga Veneta, Flavio Tosi, non nasconde la disapprovazione per i "metodi" e la decisione finale del segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, di estrometterlo dalla Lega. 25 anni di militanza nel curriculum, a quanto pare, non sono bastati a tenere unito il movimento fondato da Umberto Bossi in terra veneta. Una resa dei conti iniziata con il dissenso sulla presentazione delle liste per le elezioni regionali in supporto al ricandidato Luca Zaia e terminata nel peggiore dei modi. Non sono serviti nemmeno gli incontri faccia-a-faccia tra gli interessati, a Milano come nella sede di Noventa Padovana della Liga. Scaduto l'ultimatum di una settimana di Salvini a Tosi, quello per cui il sindaco doveva decidere se mantenere in piedi la sua Fondazione "Ricostruiamo il Paese" per avanzare la sua proposta di leadership nel centrodestra, il numero uno del Carroccio ha agito a colpi di mannaia.

"Tosi fuori dalla Lega" è il messaggio, rilanciato in tutta Italia, nella serata di martedì. Proprio mentre Tosi andava in diretta su La7 alla trasmissione di Lilli Gruber, "Otto e Mezzo", e cercava di tentare un'altra mediazione. Ore prima del fatidico annuncio di espulsione, era circolata la voce di una presunta lettera inviata dal sindaco ai vertici del partito. Indiscrezione smentita dal portavoce del sindaco e capo ufficio stampa del Comune di Verona. Altri dettagli sulla missiva emergerebbero ora. L'ipotesi è che i "fedelissimi" di Salvini sapevano della cacciata di Tosi già prima della trasmissione con la Gruber, ma si sarebbe preferito attendere per vedere se l'intervista concessa del sindaco "eretico"  contenesse aperture ritenute "soddisfacenti" a ricomporre la polemica incandescente. Salvini, avrebbero confidato fonti venete a lui molto vicine, avrebbe reagito con una risata sarcastica alla mail di Tosi, inviata si suppone a mezzogiorno di martedì, in cui sarebbero state espresse le "condizioni per fare pace". La mail però non sarebbe stata indirizzata al segretario federale ma a uno dei mediatori possibili, nelle persona (non confermata) di Giancarlo Giorgetti.

La lettera sarebbe però stata giudicata irricevibile per le condizioni ritenute a dir poco" sfavorevoli. Tosi, in pratica, avrebbe accettato di non presentare la sua lista di candidati a patto che facesse altrettanto Zaia. Inoltre il sindaco di Verona avrebbe chiesto la cancellazione del commissario-mediatore Giampaolo Dozzo, nominato da Salvini poco dopo l'incontro con Tosi a Milano, per gestire le elezioni regionali.

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