Piano degli Interventi, in Giunta passa la variante. PD: "Vogliono fare cassa"

Per il sindaco Tosi e l'assessore Caleffi, la variante serve a velocizzare le pratiche urbanistiche, ma si prendono le critiche dei consiglieri democratici Bertucco e Ugoli

Su proposta dell'assessore all'Urbanistica Gian Arnaldo Caleffi, la giunta del Comune di Verona ha approvato la variante al Piano degli Interventi per la semplificazione e l'aggiornamento delle norme tecniche operative. La seduta di Giunta è stata preceduta da un incontro con le categorie economiche e gli ordini professionali, che già in precedenti confronti avevano offerto il loro contributo per giungere alle modifiche normative. La variante sarà inviata alle Circoscrizioni per il parere di competenza e dopo i 30 giorni previsti inizierà l'iter in Commissione per approdare poi all'esame del Consiglio comunale.

I contenuti della variante sono stati illustrati dal sindaco Flavio Tosi e dall'assessore Gian Arnaldo Caleffi. "Come amministrazione comunale abbiamo il dovere di dare risposte veloci e semplificate ai professionisti che vogliono investire risorse sul territorio - ha detto Tosi - e infatti da tempo abbiamo puntato sull’informatizzazione delle pratiche e sulla celerità nel rilasciare la documentazione richiesta. Ad oggi il 100 per cento delle domande avviene online e in media ci vogliono 71 giorni, compresi i 60 richiesti dalla Soprintendenza, per il rilascio degli incartamenti. Questo importante provvedimento consentirà ancor più di alleggerire alcuni vincoli che sono privi di senso e che ritardano lavori importanti per l’economia locale. Un ringraziamento va a tutte le associazioni di categoria per lo spirito di collaborazione con cui hanno partecipato alla stesura di questo documento, con il quale abbiamo cercato di recepire le richieste avanzate dal mondo dell’economia e dei professionisti locali".

"Sono trascorsi ormai più di quattro anni dall'entrata in vigore del Piano degli Interventi - ha spiegato Caleffi - tempo sufficiente per raccogliere molte segnalazioni in merito a sbavature, errori o lacune presenti nelle tavole o nelle norme tecniche da parte degli operatori del settore e degli uffici comunali. Si è pensato quindi di predisporre una variante di assestamento nella quale correggere tali errori, modificare alcuni articoli dei quali si è sperimentata l'inefficacia o l'inadeguatezza e introdurre tutti gli aggiornamenti necessari derivanti da nuove normative entrate in vigore. Il criterio conduttore di questo lavoro è stato quello di semplificare il corpo normativo delle norme tecniche sia dal punto di vista quantitativo, diminuendo significativamente la lunghezza del testo, sia da quello qualitativo, cercando di facilitare la realizzazione degli interventi edilizi con l'eliminazione di vincoli o procedure burocratiche. Per quanto riguarda le tavole del Piano degli Interventi - conclude Caleffi - sono state introdotte esclusivamente queste tipologie di modifiche: aggiornamento dei servizi pubblici; errata corrige; verifica della coerenza tra le tavole, le legende e le norme tecniche operative, che sono state catalogate dal 13.3.2012 su segnalazione dell’Ufficio certificazioni urbanistiche e dai tecnici istruttori dei PUA; segnalazioni di errori cartografici di Enti e cittadini".

Con la variante, vengono recepiti anche i piani di rischio degli aeroporti Catullo di Villafranca e di Boscomantico, che hanno ottenuto il parere favorevole dell'Enac.

Alle belle parole del sindaco e dell'assessore fanno da contraltare quelle del Partito Democratico, che con i consiglieri comunale Michele Bertucco e Luigi Ugoli attacca: "Al di là della speciosa polemica sul presunto condono edilizio il problema della Variante Caleffi al Piano degli Interventi è che essa non affronta tutta una serie di questioni su cui aveva fallito la prima versione del Piano, quella del 2011 firmata Tosi-Giacino".

"Facciamo qualche esempio - continuano Bertucco e Ugoli - nel 2011 furono tolti dal Piano triennale comunale delle opere pubbliche tutta una serie di lavori pubblici attesi dai quartieri, con la promessa che sarebbero stati realizzati sotto forma di opere compensative dai privati che avevano aderito al Piano degli Interventi. Cinque anni dopo constatiamo non solo che questi lavori non sono stati realizzati dai privati aderenti al Piano (sono ben 98 le schede norma dichiarate decadute) ma non sono nemmeno stati reintegrati nel Piano triennale delle opere. Dove sono finiti? Altro esempio: si vuole davvero intervenire per riordinare l’assetto delle Torricelle e della zona di pertinenza del Parco dell’Adige? Allora buon senso vorrebbe che prima, o contestualmente, vengano predisposti i piani ambientali e di gestione del Parco delle Colline, del Parco delle Mura e dei Forti, del Parco dell’Adige Sud e del Parco dell’Adige Nord. E ancora: una vera rimodulazione del Piano degli Interventi non può esimersi dal mettere mano alle criticità evidenziate a Verona Sud (Parco del Prusst, Ex Scalo Merci, traffico, inquinamento) che col Piano degli Interventi si sono tutt’altro che attenuate. Queste omissioni, che durano ormai da troppo tempo, tradiscono il vero obiettivo dell'amministrazione che è semplicemente quello di fare cassa a spese territorio".

"Di fatto la Variante Tosi-Caleffi inaugura ufficialmente con qualche ritocco - concludono i consiglieri PD - la seconda fase del Piano degli Interventi, di cui non si sarebbe dovuto parlare prima del 2017. In realtà il documento di predisposizione risale già al 2014, appena due anni dopo l’entrata in vigore della prima fase del Piano. Il Comune anticipa la seconda fase non per una richiesta di sviluppo della città ma per il semplice motivo che ha mancato tutti gli obiettivi di incasso nella prima fase".

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