Piano Lupo senza abbattimenti, Valdegamberi: «Pastorizia condannata»

Il consigliere regionale veronese chiede al ministro dell'agricoltura di intervenire e al Veneto di fare una dura opposizione in sede di Conferenza Stato-Regioni. Deluso dal Piano Lupo anche l'assessore veneto Pan

Lupo (Foto di repertorio)

«Una dura opposizione a questo provvedimento assurdo». È quello che chiede il consigliere regionale veronese Stefano Valdegamberi al Veneto quando parteciperà alla Conferenza Stato-Regioni.
Il provvedimento definito assurdo da Valdegamberi è il nuovo Piano Lupo partorito dal ministro all'ambiente Sergio Costa e inviato alla Conferenza Stato-Regioni per le valutazioni e il via libera. Per Valdegamberi, il Piano Lupo è assurdo perché «non contenere in nessun caso il numero dei lupi e viola persino le possibilità di deroga previste dalla Direttiva Europea Habitat».
Il consigliere regionale, infatti, chiede l'introduzione degli abbattimenti selettivi dei lupi. 

Siamo il Paese europeo con il maggior numero di lupi e l'unico che non prevede la limitazione del loro numero quando sono in eccesso e fanno notevoli danni all'allevamento - conclude Valdegamberi - Ancora una volta l'Italia si distingue per la mancanza di equilibrio e di buon senso. La pastorizia italiana ringrazia per la fine a cui sarà destinata. Faremo tutti domanda del reddito di cittadinanza finché lo Stato non andrà in fallimento.
Ministro dell'agricoltura batti un colpo. O vogliamo sacrificare sull'altare dell'irrazionale ideologia ambientalista quei pochi che mantengono viva la montagna per ragion di Stato o meglio di poltrona?

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Non usa la stessa durezza del consigliere Valdegamberi ma si dice comunque deluso dal Piano Lupo l'assessore all'agricoltura della Regione Veneto Giuseppe Pan. «Leggeremo il piano con attenzione e mi confronterò con i miei colleghi di Toscana, Trentino Alto Adige e Piemonte, per valutare le indicazioni del piano e condividere in via preliminare alcune possibili controproposte, prima che si apra la discussione ufficiale in Conferenza Stato-Regioni - ha detto Pan - Credo che il confronto debba ripartire, in prima battuta, da una lettura attenta e aggiornata su presenza e consistenza dei branchi nel territori e da un monitoraggio scientifico su riproduzioni e spostamenti. In secondo luogo, nel confronto dovrà entrare anche il tema della conservazione dell'ambiente montano e delle attività antropiche in quota».

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