Mozione anti-aborto, Luigi Ugoli difende Padovani: «Non va espulsa»

Il segretario del PD di Verona ritiene eccessiva la richiesta di cacciare la consigliera comunale dal partito. Intanto Arcigay e Circolo Pink criticano Bonato per il suo ordine del giorno contro le parole di Zelger ritenute omofobe

Luigi Ugoli (Foto di repertorio)

Zelger e Padovani, Padovani e Zelger. Da una settimana, ormai, ruotano attorno ai nomi di questi due consiglieri comunali di Verona le polemiche politiche cittadine, dopo l'approvazione della cosiddetta mozione antiaborto.

Alberto Zelger è il consigliere comunale di maggioranza che ha presentato la mozione antiaborto, l'ha difesa e sostenuta, e ha poi soffiato sulle polemiche ribadendo al programma La Zanzara di Radio 24 le sue posizioni anche sugli omosessuali, definiti «una sciagura». E un ordine del giorno per far condannare dal consiglio comunale le parole di Zelger è stato presentato dal capogruppo della Lega Mauro Bonato. Proprio su questo ordine del giorno sono intervenute due associazioni veronesi che lottano quotidianamente per i diritti degli omosessuali, Arcigay e Circolo Pink.

A nulla serve votare un ordine del giorno che disconosca le parole di Zelger, se le politiche che governano la città vanno nella stessa direzione - scrivono in una nota congiunta Arcigay e Circolo Pink - L'ordine del giorno di Bonato appare davvero un'iniziativa di facciata che non avrà alcun effetto reale sulla vita dei cittadini e delle cittadine veronesi e sulle migliaia di persone gay, lesbiche e trans che a Verona vivono. Una mossa pretestuosa, nel tentativo di ovviare all'ennesima vergogna veronese. Le mozioni omofobe, votate nel '95 dalla stessa area politica che oggi si indigna, sono ancora valide. I provvedimenti di revoca dell'accoglienza usati per ricattare i richiedenti asilo sono all'ordine del giorno. Le mozioni contro le donne e la loro autodeterminazione sono state approvate dalla maggioranza compatta, anche dallo stesso consigliere Bonato.

L'altro consigliere comunale al centro delle polemiche è Carla Padovani, capogruppo sfiduciata dal Partito Democratico proprio per il suo voto a favore della mozione di Zelger. Non è chiaro se la Padovani resterà o meno all'interno del PD, di sicuro il gruppo consiliare troverà un nuovo capogruppo, che potrebbe essere Stefano Vallani o Federico Benini. E sul caso Padovani, oggi 10 ottobre, è intervenuto il PD di Verona attraverso il segretario Luigi Ugoli.

Continuo a ritenere la mozione palesemente pretestuosa e in parte delle premesse anche non veritiera - scrive Ugoli - e Carla Padovani, nel suo ruolo di capogruppo, ha disatteso ai suoi doveri di rappresentanza della comunità del PD e al limite anche offeso la sensibilità di altre donne. Ma questo non può fare di lei una indesiderabile di cui chiedere l'espulsione. È a mio parere solo il suo ruolo di capogruppo che va posto in discussione. Il PD è nato con un progetto di inclusione e di rispetto della libertà di espressione e la sensibilità cattolica deve avere in esso diritto di cittadinanza.

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