Tosi a tutto campo: «Verona è il mio primo pensiero, punto a ricandidarmi»

Intervista a 360 gradi dell'ex sindaco che già punta alla sfida del 2022, dove vuole ripresentarsi per tornare alla guida della città

Flavio Tosi (Foto di repertorio)

Di Verona, di come l'ha governata lui e di come la sta governando Federico Sboarina; dell'autonomia e degli anni futuri. È un Flavio Tosi a tutto campo quello intervistato da Ernesto Kieffer per Il Nazionale. Un discorso lungo, che dal presente torna al passato e poi si dirige verso il futuro e verso una data, il 2022, anno delle nuove elezioni comunali di Verona, elezioni a cui Flavio Tosi potrebbe ricandidarsi come sindaco. «Il mio primo pensiero è sempre la città di Verona. Potranno esserci delle parentesi, ma l'obiettivo rimane quello di candidarmi sindaco», ha detto Tosi, disponibile a ricomporre i pezzi della squadra che lavorò insieme a lui nei dieci anni delle sue amministrazioni.

Flavio Tosi è sempre sul pezzo quando si tratta di Verona. Sul caso Croce, si dice dispiaciuto per Agsm: «Una delle multiutility più grandi d'Italia» affidata da Sboarina ad un presidente «inadeguato». Sul Congresso Mondiale delle Famiglie, l'ex primo cittadino è invece preoccupato per «la visione esterna della città» e cioè che Verona torni ad essere «considerata una città razzista e chiusa»

Ci abbiamo messo dieci anni a scrollarci di dosso quell'etichetta per far diventare Verona, agli occhi di chi ci guarda da fuori, una città aperta, liberale, europea, facendo quello che andava fatto nel solco di quella che è l'evoluzione della società di oggi - aggiunge Tosi - Qua invece si rischia, in brevissimo tempo, di cancellare quello sforzo fatto. Non va bene, prima di tutto da un punto di vista etico, ma anche dal punto di vista economico, turistico, commerciale.

Sull'autonomia, Flavio Tosi ha attaccato Luca Zaia perché avrebbe «raccontato delle favole» ai cittadini veneti e usa come esempio virtuoso l'ex presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni e la sua «campagna elettorale molto sobria», mentre Zaia nella campagna referendaria per l'autonomia ha parlato «di Trentino Alto Adige e di tasse che rimangono in stragrande maggioranza sul territorio», e il risultato secondo Tosi è che «in Veneto la gente è andata a votare in massa, credendo a qualcosa di non realizzabile, e oggi deve fare i conti con la realtà».

Ma le critiche maggiori, Tosi le riserva al suo successore e alla sua giunta, accusata di «immobilismo». Se i tosiani avessero vinto le elezioni del 2017 «avremmo completato tutto quello che avevamo già iniziato. Dal traforo delle Torricelle, al filobus, all’Arsenale. Avremmo completato quello che avevamo promesso ai cittadini. Da due anni a questa parte, invece, è tutto fermo», ha detto Tosi nella sua intervista a Il Nazionale, intervista che continua con una lunga valutazione sui dieci anni di amministrazione Tosi a Verona e sulle difficoltà incontrate lungo il cammino.

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