Torri da 18 piani all'ex Cardi, Flavio Tosi e il Pd replicano all'Ass. Segala

Tutta colpa del duo "Tosi-Giacino" secondo l'Ass. Segala che attribuisce a loro il progetto urbanistico tanto vituperato. L'ex sindaco le ha però fatto notare che al tempo Sboarina, tra gli altri, era assessore della sua giunta, «all'Ambiente» hanno aggiunto dalle fila del Pd

Da dx l'ex sindaco di Verona Flavio Tosi e l'assessore all'Urbanistica attuale Ilaria Segala - ph Facebook

«Se al Chievo, nell'area ex Cardi, sorgeranno tre torri di 18 piani ciascuna, per più di 300 nuovi abitanti teorici, bisognerà ringraziare l'amministrazione Tosi e l'ex assessore Giacino, che sono riusciti a far approvare un progetto di cui nessuno sapeva i dettagli, per lo meno quelli riferiti all'altezza degli edifici. Le opere non si fermano quando arrivano le ruspe nei cantieri, ma quando si pianificano. E il progetto dell'ex Cardi, purtroppo, non si può più evitare». Cosi si è espressa nelle scorse ore l'assessore all'Urbanistica del Comune di Verona Ilaria Segala che anche oggi, dalla sua pagina Facebook, ha voluto rimarcare la differenza tra gli attuali amministratori di Verona e quelli dell'era «Giacino-Tosi».

Il problema è che, in alcuni casi, proprio gli amministratori stessi, coincidono. A farglielo notare ci hanno ovviamente pensato le opposizioni in Consiglio comunale, a cominciare dal Partito democratico: «All’assessore Ilaria Segala, - incalzano i consiglieri del Pd Federico Benini, Elisa La Paglia - che giustamente si chiede "come sia possibile approvare un progetto così impattante come quello delle tre torri alle ex Cardi senza prima valutarne le ricadute sul territorio" diciamo: lo chieda al Sindaco Federico Sboarina, che della giunta Tosi-Giacino che approvò l’ecomostro del Chievo nel 2011 era assessore all’Ambiente. Oppure lo chieda al vicesindaco Luca Zanotto che al tempo era Presidente della Terza Circoscrizione e che non risulta aver alzato un dito contro lo scempio. Ora tutti questi convitati di pietra si difendono dicendo che non conoscevano i dettagli del progetto. Tutte scuse, - attaccano ancora i consiglierei Dem - non occorre essere un ingegnere per capire che un intervento urbanistico da 3-400 abitanti su un quartiere di 4 mila anime non è una cosa da poco».

A rintuzzare le sortite dell'Ass. Segala non ci ha pensato un minuto nemmeno lo stesso ex primo cittadino di Verona Flavio Tosi, il quale in una nota ha voluto anche lui fornire la propria versione: «Per quanto riguarda il tema altezza delle costruzioni, - ha spiegato Tosi - quest'ultima permette di recuperare spazi di verde che altrimenti sarebbero stati "mangiati" e va incontro all'esigenza di non espandere più orizzontalmente la città. La Segala da ingegnere dovrebbe saperlo. Infine, - ha quindi concluso l'ex sindaco Tosi - ricordo che il progetto Cardi e altri legati all'urbanistica sono stati avviati dalla mia prima amministrazione, quella in cui Sboarina, Bertacco e Polato erano miei Assessori e l'attuale Vicesindaco Zanotto era presidente della Terza Circoscrizione. Pare quasi che i nostri eroi amino criticare se stessi». 

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