Torri all'ex Cardi, Bertucco: «Non è vero che ormai non si può fare nulla»

Il consigliere comunale, insieme all'urbanista Giuseppe Campagnari, interviene nella polemica sulla lottizzazione alle ex officine del Chievo

(Foto di repertorio)

Ecco perché negli ultimi dieci anni le cose a Verona non sono andate così bene: oltre ad avere un sindaco che non sapeva che il suo vice era un corrotto, ben quattro assessori della prima giunta Tosi-Giacino (Sboarina, Polato, Padovani e Bertacco) non si rendevano conto dei provvedimenti che approvavano.

Anche il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco, insieme all'urbanista Giuseppe Campagnari, interviene nella polemica sulla lottizzazione alle ex officine Cardi del Chievo. In quell'area, sorgeranno tre torri da diciotto piani di case. Un progetto nato durante l'amministrazione Tosi e che l'attuale amministrazione non ha potuto fermare, come spiegato dall'assessore Ilaria Segala.
Bertucco e Campagnari sottolineano il fatto che l'attuale amministrazione è guidata dal sindaco Federico Sboarina ed è composta da assessori che facevano parte di quell'amministrazione Tosi che approvò le torri all'ex Cardi. «Eppure, bastava leggere le plani-volumetrie, dove c’è scritto chiaramente che l'altezza massima di alcuni edifici sarebbe stata da 14 a 18 piani. È pur vero che le tavole non sono in scala per quanto riguarda le altezze, ma bastava chiedere agli uffici competenti, come dovrebbe sempre fare chi è chiamato ad amministrare la cosa pubblica», scrivono Bertucco e Campagnari.

La scelta dell'attuale giunta di non ripartire da capo con la pianificazione urbanistica ha determinato la permanenza di storture che ora la giunta dice di dover approvare a malincuore - concludono il consigliere comunale e l'urbanista - Delle scuse della politica, però, i cittadini se ne fanno ben poco. E non è vero che ormai non si può fare più nulla. Occorre lavorare, di concerto anche con la Soprintendenza, per limitare il danno paesaggistico e urbanistico. Non si faccia illusioni l'assessore Segala: tutta la discontinuità vantata rispetto alla giunta Tosi non passerà di certo alla storia. E questa amministrazione non passerà alla storia della città nemmeno per trasparenza, visto che alcuni dei maggiori interventi urbanistici come l'Adige Sport Village e il Piano Folin verranno affrontati con lo strumento dello Sblocca Italia che impedisce ai cittadini di far sentire la loro voce, imponendo loro le scelte dei privati. Ci sono inoltre notizie di difficoltà finanziarie che interessano l'immobiliare che porta avanti l'intervento delle ex Cardi: non è che il tempismo della giunta determinerà l'ennesimo salvataggio dell'interesse privato a scapito di quello pubblico?

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