Taglio dei parlamentari, anche gli eletti veronesi a favore della riforma

Che siano alla maggioranza o all'opposizione, i parlamentari di Verona alla fine hanno dato il loro sì alla riduzione

Approvazione della Camera (Foto Facebook)

Al di là del balletto delle cifre sul risparmio effettivamente prodotto dal provvedimento, il taglio dei parlamentari è stato approvato. La riforma che abbassa il numero di deputati e senatori è di tipo costituzionale e quindi ha avuto di una doppia approvazione alla Camera e una doppia approvazione al Senato. Il quarto e ultimo sì è stato dato ieri, 8 ottobre, dalla Camera dei Deputati.
Il Parlamento italiano sarà più snello. I senatori saranno 200 e non più 315, i deputati saranno 400 e non più 630. Ora, però, questa riforma è attesa da un probabile referendum confermativo, con cui i cittadini italiani potranno promuovere oppure bocciare il taglio. Ma, soprattutto, l'Italia dovrà ridisegnare sé stessa dal punto di vista elettorale. Servirà una nuova legge per la riformulazione dei collegi elettorali, ad esempio, e le forze politiche attualmente in maggioranza si sono date dei tempi molto stretti per dare il giusto peso al nuovo Parlamento tagliato nella fase di elezione del presidente della Repubblica. Il passaggio obbligato e probabilmente il più delicato, infine, sarà la stesura di una nuova legge elettorale.

Il percorso riformista, dunque, prevede ancora diverse tappe. Intanto, però, i parlamentari veronesi commentano positivamente questa approvazione, siano essi in maggioranza oppure all'opposizione.
«Finalmente è fatta - gioisce il 5 Stelle Mattia Fantinati - Quella che è sempre stata una nostra priorità, è diventa una realtà concreta e tangibile. Facciamo risparmiare soldi al Paese e riduciamo le distanze tra le istituzioni e cittadini». Mentre il Partito Democratico, altro azionista del secondo Governo Conte, ha votato a favore del taglio dopo aver ottenuto garanzie sulle altre riforme collegate alla riduzione dei parlamentari. Mentre Fratelli d'Italia era all'opposizione con il primo Governo Conte ed è rimasta all'opposizione anche del secondo, ma ha sempre votato a favore del taglio dei parlamentari proposto dalla maggioranza. «Ora, però, aboliamo anche i senatori a vita e trasformiamo in diretta l'elezione del presidente della Repubblica», ha rilanciato Ciro Maschio, deputato di Fratelli d'Italia e presidente del consiglio comunale di Verona. Chi invece è passato dalla maggioranza all'opposizione è stata la Lega, ma comunque ha votato sempre a favore del taglio dei parlamentare. «Ora, però, che il provvedimento è stato approvato, torniamo a parlare di cose concrete, che interessano da vicino i cittadini: a partire dal lavoro, dalla riduzione delle tasse e dalla lotta all'immigrazione clandestina», ha commentato il deputato leghista veronese Vito Comencini.
Ed, infine, lo ha definito un taglio storico, il consigliere regionale veronese Stefano Casali, di Centro Destra Veneto. «Una riforma che copia il Veneto per quanto riguarda la proporzione tra eletti ed elettori - ha spiegato Casali - Una riforma che riavvicina il popolo alla politica dando un segnale di efficienza, di equilibrio e risparmio della politica».

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