Taglio alberi a Borgo Milano, PD: «In progetto una residenza sanitaria»

I consiglieri di circoscrizione e il consigliere comunale Federico Benini: «Ignorate mille firme raccolte dai residenti per mantenere l'area a parco e tradito un ordine del giorno bipartisan votato in consiglio comunale»

Gli alberi tagliati a Borgo Milano

«Si farà il possibile per rispondere alle esigenze dei cittadini». Il Partito Democratico di Verona ricorda le parole pronunciate dal vicesindaco Luca Zanotto all'indomani dell'assemblea convocata dai cittadini di Borgo Milano per salvare l'area verde della parrocchia di San Domenico Savio.

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Un giardino privato, dove da poco è iniziato l'abbattimento degli alberi per ragioni di sicurezza. Un taglio legittimo dal punto di vista formale, perché è stato deciso dalla proprietà dell'area.

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Tuttavia, al consigliere comunale Federico Benini e ai consiglieri della terza circoscrizione Sergio Carollo, Riccardo Olivieri, Matteo Dalai, Annamaria Lugoboni e Cristina Agnoli sono sorti dei dubbi.

Ci domandiamo se l'amministrazione comunale, che da mesi sostiene di essere impegnata in trattative serrate con la proprietà, sapeva del taglio e non ha detto nulla ai cittadini, oppure era anch'essa all'oscuro di tutto, rivelando così ben poca capacità di mediazione? - si chiedono i consiglieri democratici - Appare evidente che lo "sgombero" dell'area prelude ad un'accelerazione rispetto al progetto di realizzazione della residenza sanitaria privata. E questo avviene prima che siano state risolte le gravi criticità sotto l'aspetto viabilistico e della sosta. Parliamo infatti di una delle ultimissime aree verdi rimaste in questa parte del quartiere, che l'amministrazione aveva promesso di tutelare. L'assenza di mediazione da parte del Comune non solo ignora le mille firme raccolte dai residenti per mantenere l'area a parco ma tradisce anche l'ordine del giorno bipartisan votato dal consiglio comunale che prevede di vincolare urbanisticamente l'area.
È urgente una presa di posizione da parte dell'assessore Segala e del vicesindaco Zanotto: sono d'accordo con questo modo di procedere? A che punto si troverebbe la presunta trattativa di cui parlano da mesi senza portare alcun riscontro? E che cosa hanno intenzione di fare adesso che il giardino praticamente non esiste più?

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