Aborto e 194, Ass. Segala: «Basta polemiche, c'è una zona comune tra Zelger e chi protesta»

«Ho avuto due aborti naturali - ha dichiarato l'Ass. veronese Ilaria Segala - e quindi magari più di altri posso avvicinarmi al dolore di chi perde un bimbo, qualsiasi sia la causa»

L'assessore all'Urbanistica del Comune di Verona Ilaria Segala - ph Facebook

Nella giornata di ieri, sabato 13 ottobre, a Verona si è svolta una partecipata manifestazione promossa dal gruppo "Non una di meno" e alla quale hanno aderito, tra gli altri, anche i partiti Verona e Sinistra in Comune e Possibile, per protestare contro la recente approvazione in Consiglio comunale della mozione 434 "Iniziative per la prevenzione dell'aborto e il sostegno alla maternità nel 40° anniversario della Legge 194/1978". Il primo firmatario della mozione è il consigliere della Lega Alberto Zelger, l'indomani dell'approvazione finito al centro di nuove polemiche per alcune discutibili frasi pronunciate sugli omosessuali durante un'intervista (frasi per le quali si anche poi scusato pubblicamente nell'ultimo Consiglio comunale).

Tra tanti che hanno accusato la mozione Zelger di voler preparare il terreno a livello locale per sfoderare un attacco a livello nazionale che mini la Legge 194 e il relativo diritto all'aborto concesso alle donne 40 anni fa in Italia, vi è anche chi ha sostenuto che, in realtà, la mozione in oggetto intenderebbe fare altro. Vale a dire, applicare nel modo quanto più letterale possibile la stessa Legge 194, in particolare là dove vi è scritto (art. 1) che lo Stato deve promuovere e sviluppare «i servizi socio-sanitari, nonché altre iniziative necessarie per evitare che l'aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite», o ancora (art. 5) che i consultori «hanno il compito di esaminare con la donna [...] le possibili soluzioni dei problemi proposti, di aiutarla a rimuovere le cause che la porterebbero alla interruzione della gravidanza [...] offrendole tutti gli aiuti necessari sia durante la gravidanza sia dopo il parto».

Tra coloro i quali hanno espresso tale orientamento vi è lo stesso sindaco di Verona Federico Sboarina. Si tratta di una presa di posizione che, come già in parte evidenziato in quest'altro articolo, non sembra tenere conto, quantomeno, di un fattore: così come nel caso della lettera rubata di Edgar Allan Poe, il cuore e il senso della mozione 434 firmata dal consigliere Zelger, sarebbe probabilmente da ritrovare là dove nessuno lo va cercando, perché troppo in evidenza, e cioè nel suo stesso titolo (o per essere più precisi nell'«oggetto dell'atto»).

Ad ogni modo, un tema di tale delicatezza ha inevitabilmente sollevato grandi polemiche e roboanti contestazioni. Un "tafferuglio" di parole che non sempre hanno avuto il merito dell'imparzialità e della scientificità, ma che spesso sono invece apparse fin tropo polarizzatrici e ideologizzate, creando sciocche dicotomie come quella degli «antiabortisti per la vita» e degli «abortisti contro la vita», o peggio «per la morte». Un'oscenità intellettuale che rende misero anche chiunque provi solo a commentarla.

Di tutt'altra specie sono invece sull'argomento le parole dell'Ass. all'Urbanistica in Comune a Verona Ilaria Segala, affidate a un post su Facebook pubblicato in queste ore. Un esponente della maggioranza, una donna, e una donna che rivela pubblicamente di aver avuto anche «due aborti naturali». Uno sfogo il suo, ma uno sfogo ragionato, volto a invocare e ricercare una conciliazione, circa una questione tanto delicata, attraverso il riconoscimento di quella che lei stessa definisce la «zona comune» tra le due posizioni politiche che si stanno fronteggiando ormai da diversi giorni, la posizione-Zelger e la posizione-Non una di meno. Condivisibile o meno che lo si ritenga, il ragionamento dell'Ass. Ilaria Segala ha, per spirito d'indipendenza e matrice femminile, un indubbio interesse di carattere pubblico, e pertanto lo pubblichiamo nella sua interezza di seguito:

«Quello che vorrei io come donna, e come mamma - esordisce l'Ass. Ilaria Segala - è semplicemente silenzio da tutto questo clamore. Ho avuto due aborti naturali e quindi magari più di altri posso avvicinarmi al dolore di chi perde un bimbo, qualsiasi sia la causa. Ma nonostante questo non mi sento in grado di dire altro che non quello che già dice la 194. È poi la donna che deve fare la sua scelta, e tutti qui vogliamo aiutarla perchè è ardua questa scelta, cosa importa se siano consultori pubblici o associazioni ad accompagnarla? Vorrei riassumere le due posizioni.

Non una di meno - Vogliamo: educazione sessuale per decidere, contraccezione gratuita per non abortire e aborto accessibile per non morire

Mozione Zelger - Dare informazione alle donne, perchè possono esserci scelte alternative all'aborto, dare finanziamento a realtà che aiutano le donne in tal senso

Ci rendiamo conto che c'è una zona comune tra queste due posizioni? Percorriamola. Tutto il resto è strumentalizzazione e non fa bene alle donne, anzi insulta quel dolore, insulta quella scelta sofferta qualsiasi essa sia.  A questo mi ribello, basta smettiamola».

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