Reddito cittadinanza, Zaia punge e Fantinati replica: «Sì agli stranieri residenti da 10 anni»

Il governatore del Veneto è apparso perplesso sul provvedimento: «La residenza non c’entra nulla con la cittadinanza». Il sottosegretario pentastellato Mattia Fantinati risponde: «Il reddito andrà a gente che comunque ha dimostrato di integrarsi e merita servizi e rispetto»

Luca Zaia e Mattina Fantinati - ph Facebook

La metà della spesa per il reddito di cittadinanza, circa 3 su 6 miliardi di euro previsti, potrebbe finire nelle tasche di persone che lavorano in maniera irregolare, i cosiddetti "lavoratori in nero" e in quelle delle loro famiglie. A sostenerlo è l'Ufficio studi della Cgia di Mestre, sulla base delle anticipazioni apparse nei giorni scorsi sulla misura, che valuta in poco più di 4 milioni di persone la platea potenziale, 1.375.000 nuclei familiari. 

Tra le voci critiche sull'argomento è da annoverare anche quella del governatore del Veneto Luca Zaia, il quale nelle scorse ore aveva commentato con preoccupazione la possibilità che ad usufruire del beneficio possano essere anche cittadini stranieri residenti in Italia: «La residenza non c’entra nulla con la cittadinanza. A livello nazionale abbiamo sei milioni di poco abbienti, per non dire poveri, e sono cittadini italiani, sarebbe bene aiutare prima i nostri cittadini». 

Parole piuttosto velenose che, ovviamente, non hanno mancato di suscitare irritazione alle orecchie dei pentastellati. La pronta replica alle perplessità di Zaia circa il provvedimento, è giunta quest'oggi da parte del Sottosegretario alla Pubblica Amministrazione del Governo Conte, il veronese Mattia Fantinati (Movimento 5 Stelle): «Dico a Zaia: basta demagogia, il reddito di cittadinanza è pensato per aiutare gli italiani. Sono fuori luogo le sue preoccupazioni. - ha dichiarato il Sottosegretario Fantinati - il reddito di cittadinanza, che darà respiro ad oltre un milione di famiglie italiane, è pensato per gli Italiani e andrà ad aiutare coloro i quali vivono e pagano le tasse regolarmente in Italia».

Entrando più nel dettaglio del provvedimento, l'esponente grillino Mattia Fantinati ha poi spiegato: «Il requisito principale è che vi sia una regolare residenza ed una regolare posizione fiscale continuativa in Italia per almeno 10 anni: saranno ben pochi gli stranieri con questi requisiti, gente che comunque ha dimostrato di integrarsi e merita servizi e rispetto, non una campagna di demonizzazione. Noi vogliamo essere inflessibili con i furbetti e giusti con chi merita, basta campagne elettorali d'odio su questi temi. Forniremo quanto prima - ha quindi concluso Fantinati - i numeri reali delle famiglie coinvolte da questo provvedimento e invito il Governatore a non speculare».

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