Scelta dirigenti, Toffali: “A Verona si faceva così anche prima di Tosi”

L'assessore al Personale interviene in merito all'indagine che ha portato alla sospensione del direttore delle risorse umane Crescimbeni: "Il sistema adottato è lo stesso usato nelle principali città italiane e quello che utilizzava anche la precedente amministrazione"

Il sistema adottato dal Comune di Verona per individuare all’interno della struttura le professionalità specifiche per gli incarichi di dirigente a tempo determinato è lo stesso usato dalla maggior parte delle città italiane e lo stesso usato prima del 2007 dalla precedente Amministrazione. Per questo che un magistrato abbia bisogno di una perizia di mille pagine per dimostrare la violazione dello statuto e del regolamento comunale datati 1990 – e quindi superati di fatto dalle evoluzioni legislative degli ultimi venticinque anni - è cosa che la dice lunga sulla complessità dell’interpretazione giuridica e su quanto sia controversa la sospensione del direttore area risorse umane avvocato Marco Crescimbeni. Una vicenda che mi lascia sgomento come persona, come avvocato e come amministratore pubblico, per la grandissima competenza, le doti di equilibrio e l’assoluta professionalità che l’avvocato Crescimbeni ha sempre dimostrato in oltre trent’anni di lavoro all’interno del Comune di Verona, al punto da diventare un riferimento importante e ascoltato per molti suoi colleghi di altre città italiane, fra cui Bologna e Firenze”.

Questo il commento dell’assessore al Personale Enrico Toffali in relazione ai due mesi di sospensione del vicedirettore del Comune da parte del Tribunale.

“Quanto poi all’accusa che questa Amministrazione non sarebbe attenta a contenere il numero di dirigenti e la spesa per il personale - riprende Toffali - vorrei precisare che i 68 dirigenti presenti in Comune nel 2002 sono diventati 55 nel 2007, sono oggi 52 e diventeranno 50, con gli ultimi pensionamenti, entro la fine di quest’anno. Considerando quindi il periodo 2002-2014, la riduzione del personale del Comune, grazie a una politica di razionalizzazione e accorpamento di servizi, presenta una diminuzione del 26,47% del numero di dirigenti e del 20,64 % del comparto complessivo. Quanto al rapporto spesa corrente/spesa del personale - conclude Toffali - il Comune di Verona si colloca ben al di sotto della media nazionale del 40% , con una diminuzione fra il 2007 e il 2014 del 9,17% dell’impegnato, passando da una spesa per il personale di 93 milioni nel 2007 agli 84 milioni del 2013, riconfermati dal bilancio previsionale 2014, in linea con quello precedente”.  

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