Sanità veneta, «Coletto si tiene la poltrona». «Falso, mi sono dimesso»

Sono i consiglieri regionali Piero Ruzzante (Liberi E Uguali) e Patrizia Bartelle (Italia In Comune) ad attaccare Luca Zaia e l'ex assessore, che però replica e respinge la polemica al mittente

Luca Coletto

«Più che autonomia e decentramento, in Veneto oggi assistiamo ad una monarchia assoluta. Con il Presidente-sovrano che, a un mese esatto dal giuramento dell'ex assessore Coletto divenuto sottosegretario, si tiene ben stretta la delega più importante, quella alla Sanità». Così i consiglieri regionali Piero Ruzzante (Liberi E Uguali) e Patrizia Bartelle (Italia In Comune), sulla situazione attuale nella giunta regionale veneta, dopo l'approdo di Coletto al Ministero della Salute.
«Lo strapotere di Zaia ormai non conosce limiti – proseguono Ruzzante e Bartelle – ha fatto approvare il Piano socio sanitario in assenza di un assessore alla Sanità. E mentre Zaia si tiene la delega, Coletto si tiene la poltrona: non quella di assessore, ma quella di consigliere regionale. Anche se il ruolo è incompatibile con quello di sottosegretario, infatti, nonostante il termine sia scaduto non risulta che si sia dimesso, accumulando alla indennità da sottosegretario anche quella di consigliere».

Non si è fatta però attendere la risposta del politico veronese: «Mi sono dimesso sia da assessore sia da consigliere regionale nei termini di legge e non ho mai percepito nessun doppio stipendio. È una polemica priva di fondamento». Così il sottosegretario alla Salute, Luca Coletto, respinge al mittente la polemica su un suo presunto doppio incarico che, "non è mai esistito e peraltro la legge stessa non lo permette, tanto che ad occuparsene sono le ragionerie della Regione Veneto e del ministero della Salute".

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