Salvini al congresso delle famiglie: «Bambini devono avere una mamma e un papà»

Il ministro dell'Interno sul palco della Gran Guardia: «Ognuno fa l'amore con chi vuole, ma io difendo i bambini. Bisogna rimettere in discussione il diritto di famiglia»

Il ministro dell'Interno Matteo Salvini dal congresso delle famiglie a Verona

Accolto tra gli applausi degli astanti all'interno del palazzo della Gran Guardia, il ministro dell'Interno Matteo Salvini è salito sul palco del contestatissimo congresso delle famiglie a Verona quando erano circa le 17.30 di oggi, sabato 30 marzo. Un intervento il suo che ha suscitato il consenso dei presenti, spaziando dai temi caldi di questi giorni: «Se a qualcuno dà fastidio la parola mamma e la parola papà, - ha esordito Salvini - il problema è suo e non nostro. Io non sono qui per togliere niente a nessuno, ma per il futuro. Io sono "per" e non "contro". Ognuno fa l'amore con chi vuole, a casa sua fa quello che vuole, però è mio diritto difendere i diritti di coloro che non hanno voce: i bambini. Voglio rimettere al centro i bambini che non possono essere oggetto dell'egoismo dei genitori».

«Bisogna rimettere in discussione il diritto di famiglia. - ha quindi spiegato dal palco del congresso delle famiglie il ministro dell'Interno Salvini - I bambini devono avere una mamma e un papà e dei nonni, e non un "genitore 1"  e un "genitore 2", perché io sono "un papà"». Cambiando argomento, il ministro ha poi annunciato di voler iniziare una nuova lotta politica: «Dopo il business dell'immigrazione, - ha dichiarato Salvini - ora vogliamo smontare il business delle "case famiglie", perché ci sono migliaia di soggetti che tengono in ostaggio bambini che potrebbero avere una mamma e un papà. Li controlleremo in ogni città».

Salvini nel suo intervento ha poi evocato la figura di Laura Boldrini, mandandole un "abbraccio" e soffermandosi sulla protesta all'esterno delle mura della Gran Guardia: «Mi incuriosiscono queste femministe che parlano di diritti delle donne e sono le prime a far finta di non vedere quale sia il primo rischio di oggi, vale a dire l'estremismo islamico». Un passaggio del discorso di Salvini è stato inoltre dedicato alla denatalità: «La crisi più pesante che stiamo affrontando in Italia non è lo spread, ma sono le troppe culle vuote. Un paese che non fa dei figli, - ha dichiarato il ministro dell'Interno - è un paese che muore, l'Ungheria ce lo insegna».

Non è poi mancata una stilettata polemica indirizzata al Movimento 5 Stelle: «Lo dico a qualche amico distratto di governo che pensa che qui si torna al passato, ma qui si sta guardando al futuro, io sono orgoglioso di star guardando al futuro da cristiano, da cattolico e da papà. L'ignoranza e l'ipocrisia oggi è fuori di qua. Combatterò l'ideologia gender finché campo, perché il buon Dio ci ha fatti uomo e donna, ci ha fatti non dico migliori o peggiori, ma diversi». 

Una clamorosa quanto buffa gaffe da parte del ministro Salvini, o se si vuole di chi ha contribuito a produrre il testo del suo discorso, è giunta proprio sul finire: dopo una spericolata citazione da "La fattoria degli animali" di George Orwell, il ministro dell'Interno ha iniziato a citare un passo di Gilbert Keith Chesterton: «Fuochi verranno attizzati per testimoniare che due più due fa quattro...», peccato che si trattasse del medesimo autore e della medesima frase appena citata pochi minuti prima nella chiusa dell'intervento di Giorgia Meloni. Dalla sala si è levato qualche mormorio e qualcuno ha fatto notare al ministro Salvini la tediosa ripetizione.

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