Salvini propone il censimento nei campi rom, Donazzan e Casali favorevoli

L'assessore e il consigliere regionale sono d'accordo con il ministro dell'interno. "Andrebbe a vantaggio dei minori". Contrario Pasetto di Area Liberal: "Deriva di intolleranza sociale e razzista"

(Foto di repertorio)

Una parte del Veneto e di Verona si schiera dalla parte del ministro dell'interno Matteo Salvini sulla sua ultima proposta di fare un censimento dei campi nomadi in Italia e di chi ci vive. Un'idea che ha fatto tornare alla mente le leggi speciali del ventennio, ma che non ha nulla di sbagliato per l'assessore regionale Elena Donazzan.

Per troppi anni in Italia è stata tollerata la presenza di campi nomadi equiparabili a vere e proprie roccaforti del degrado e dell'illegalità, dove tutto è concesso, dove non esistono doveri ma solo diritti, Stati nello Stato, con proprie regole ed usi e costumi, in barba al buonsenso, alle leggi, e al rispetto degli italiani - ha detto Donazzan - Credo particolare attenzione debba essere dedicata ai bambini ed ai ragazzi in età scolare presenti nei campi nomadi: a loro, troppo spesso, non è concessa la possibilità di frequentare i percorsi di istruzione scolastica in maniera adeguata e completa. Va verificata ed aggiornata innanzitutto l'anagrafe scolastica: se un bambino italiano non frequenta la scuola, forze dell'ordine e servizi sociali intervengono, anche privando i genitori della patria potestà. Perchè questo non dovrebbe valere anche per rom e sinti? Mi chiedo se sia più incivile proporre un censimento dei campi rom italiani, oppure non intervenire, privando le nuove generazioni di un futuro che passa da una buona istruzione, dal rispetto delle leggi, dal conoscere i propri doveri prima ancora dei diritti: questa è vera inclusione.

Il consigliere regionale veronese Stefano Casali chiedere addirittura di censire tutti coloro che si trovano sul suolo nazionale. "Ogni cittadino italiano è schedato - dice Casali - Sappiamo dove risiede, che medico curante ha scelto, dove ha residenza fiscale. Bene, ciò avvenga anche per i rom, tale principio porterà poi solo benefici anche a loro, che potranno entrare in una rete sociale con vantaggio soprattutto per i minori".

Antisalviniano è invece Giorgio Pasetto, presidente di Area Liberal, che parla di "deriva di intolleranza sociale e razzista giornalmente aizzata dal ministro dell'interno" e che trova diverse manifestazioni, come la discussione della prima commissione del consiglio comunale di Verona sulla possibile introduzione del Daspo urbano e di taser come dotazione alla polizia municipale.

Ho il più che legittimo sospetto che il Daspo Urbano verrà utilizzato come sistema di allontanamento di categorie di cittadini poco gradite - commenta Pasetto - Mentre la pistola elettrica, o taser, è un'arma inserita dall'Onu nella lista degli strumenti di tortura e secondo Amnesty International in pochi anni ha provocato centinaia di morti solo negli Stati Uniti. Chiedo, quindi, al consiglio comunale di valutare bene l'approvazione del Daspo Urbano e soprattutto le conseguenze che si andranno ad affrontare con l'uso della pistola elettrica verso individui poco graditi.

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