Tutti i dubbi di Salute Verona sulla "presunta fine" dell'inceneritore di Ca’ del Bue

Si è svolta sabato 13 febbraio presso il Comune di Verona una conferenza stampa indetta dall'Associazione Salute Verona per fare il punto sulla situazione dell'inceneritore a Ca'del Bue

Si è svolta la mattina di ieri, sabato 13 febbraio alle ore 11.30 presso la sala stampa del comune di Verona, una conferenza stampa indetta dall'Associazione Salute Verona  per fare il punto sulla vicenda riguardante l'inceneritore di Ca' del Bue.

"Avremmo veramente voluto unirci a tutti coloro che stanno festeggiando la presunta fine dell’inceneritore di Ca’ del Bue - hanno spiegato Nicoletta Chierego e Daniele Nottegar - ma come associazione, Salute Verona ha imparato da tempo che i proclami esibiti sui giornali e divulgati via etere a poco servono se non sono seguiti da passi ufficiali.

La storia è presto detta, come già successo in passato, abbiamo valutato di rinviare i festeggiamenti nell'attesa di vedere scritta nero su bianco la cancellazione dell’inceneritore veronese dal piano regionale dei rifiuti, di veder scritto (come promesso dall’assessore regionale all’ambiente Dott. Bottacin) che in Veneto non verranno più costruiti impianti di incenerimento. Vogliamo anche ricordare che l’impianto, senza scomodare la nuova linea di incenerimento, già dispone dei vecchi forni, che  potrebbero essere ripristinati e usati per il trattamento termico dei fanghi industriali.

L’inceneritore è tutt’ora inserito nel piano regionale dei rifiuti e AGSM in un consiglio di amministrazione ha solamente preso nota di abbandonare il progetto Urbaser di costruzione dei nuovi forni a griglia. Proprio quella AGSM che in questi anni ha sempre asserito che spettava alla Regione Veneto decidere sul futuro dell’impianto ora sembra aver acquisto una completa autonomia decisionale per quanto riguarda il futuro dell’inceneritore. Ancora AGSM  decide di proporre la riattivazione dell’impianto di biodigestione (trattamento della frazione umida) per produrre gas quando il Veneto, per alimentare i suoi attuali 22 impianti, deve importare già ora frazione umida dalle altre regioni".

I dubbi di Salute Verona in merito a questo progetto sono numerosi e i suoi esponenti si domandano "se non lo si voglia intraprendere per aprire nuovamente la strada ad un probabile Ca' del Bue bis per bruciare i residui del digestore, i quali si troverebbero così già nel sito giusto senza nemmeno la necessità di esservi trasportati e troverebbero, inoltre,  una discarica a due passi pronta ad accogliervi le ceneri.  In questi casi abbiamo il dovere di essere estremamente attenti, ogni singola parola scritta o non scritta può aprire il fronte a nuovi pericoli. Anche se la nostra cautela fosse eccessiva ci chiediamo comunque se la dichiarata volontà di produrre gas per alimentare i mezzi AMIA sia davvero una necessità prioritaria per noi cittadini".

"Molte sono ancora le questioni in sospeso - concludono infine Nicoletta Chierego e Daniele Nottegar - il nuovo progetto di Agsm per maltrattare  anche i rifiuti speciali oltre all' umido, l’impianto di trattamento dei rifiuti riproposto da Adige Ambiente a due passi da Cà del Bue... e l' educazione e la formazione dei cittadini quali principali attori e pagatori della scena".

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