Rilancio del centro storico di Verona, PD: «Serve nuovo modello di città»

La ricetta pensata dall'amministrazione comunale è indigesta ai consiglieri comunali Federico Benini, Elisa la Paglia, Stefano Vallani, i quali denunciano una cronica mancanza di politiche per il centro

Turisti in piazza Bra (Foto di repertorio)

Stimolare la mobilità sostenibile, incentivando anche l'uso dei mezzi pubblici, estendere l'area pedonale, non ritoccare gli orari o gli ingressi autorizzati nella zona a traffico limitato, anche attraverso un migliore studio del carico e scarico merci delle attività economiche, ma soprattutto proseguire con iniziative che rendano attrattivo il centro cittadino. Sono questi gli ingredienti della ricetta pensata dall'amministrazione comunale di Verona per rilanciare il centro storico, rendendolo vivibile per chi ci abita, per chi lo visita e e per chi ci lavora.

Una ricetta però indigesta al Partito Democratico, che ritiene che il centro storico di Verona soffra a causa delle recenti aperture dei centri commerciali a Verona Sud e per «l'assenza di politiche negli ultimi 15 anni».

Occorre spalancare la porta ad un modello nuovo di città che è in embrione da ormai 40 anni con le pedonalizzazioni, i 15 parcheggi interrati realizzati nelle immediate vicinanze del centro, la stessa Ztl, il progetto di trasporto rapido di massa, la dotazione di piste e percorsi ciclabili - scrivono i consiglieri comunali PD Federico Benini, Elisa la Paglia, Stefano Vallani - Tutti elementi che vanno messi a sistema per ovviare alla cronica carenza di stalli auto che affligge non solo il nostro centro storico, ma tutti i centri storici d'Italia e d'Europa. Occorre dunque una politica ed una visione che si occupi anche della gestione del turismo di massa, che a Verona continua ad accalcarsi nelle solite tre vie per mancanza di una comunicazione efficace e dell'assenza di una offerta sufficientemente articolata. Tutti elementi, anche questi, che vanno costruiti con gli operatori del settore, a partire dalle guide professioniste come accade nei grandi parchi archeologici, e con la tecnologia. Per ora tutte le proposte fatte sono cadute nel vuoto per mancanza di interesse anche solo ad affrontare il tema. Infine, ma non da ultimo, Verona non può essere soltanto un museo a cielo aperto. Lo sviluppo turistico-commerciale deve essere accompagnato da adeguati servizi ai residenti per evitare lo spopolamento del centro stesso.

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