Referendum. Il M5S a Verona per il No. Tosi: "Non cambiare è sbagliato"

Il tour pentastellato arriverà nel capoluogo scaligero domenica 13 novembre. Ma il primo cittadino è schierato a favore della riforma, come Laura Puppato che rischia di essere espulsa dall'Anpi

Si avvicina il giorno della tappa veronese del tour organizzato dal Movimento 5 Stelle per spiegare le ragioni del No al referendum costituzionale del 4 dicembre.

Partito oggi, 10 novembre, da Aosta, l'Io di No Tour arriverà a Verona domenica 13 novembre in piazza Cittadella. Il comizio è previsto alle 17 e sarà anticipato da un corteo che partirà dalla stazione di Verona Porta Nuova alle 16.30. Tra i partecipanti ci saranno i parlamentari pentastellati Cozzolino, Gaetti, Endrizzi, D’Incà, Sorial, Di Battista, Zolezzi, Cappelletti, Fraccaro oltre ai veronesi Businarolo e Fantinati. Si aggiungeranno anche i consiglieri regionali, Brusco e Scarabel insieme ai portavoce in Comune di Verona Saurini, Benciolini e Mantovani.

Intanto a Roma il primo cittadino di Verona Flavio Tosi ha partecipato all'incontro "Basta un Sìndaco" per il Sì al referendum. "Il merito principale di questa riforma è la governabilità attraverso la semplificazione del percorso legislativo - ha detto Tosi - Oggi abbiamo la Camera ed il Senato, 945 parlamentari tra deputati e senatori, che fanno la stessa cosa. È come se in un comune ci fossero due consigli comunali, identici, e che i cittadini votassero per due consigli comunali, dove il sindaco magari in uno è maggioranza e nell’altro è opposizione, dove deve portare le stesse delibere da tutte e due le parti e se una delibera viene modificata nel secondo consiglio comunale deve ritornare per forza nel primo. Ci vuole governabilità, bisogna che qualcuno vinca le elezioni, abbia la maggioranza nell’unica camera e possa fare le riforme. Questa non sarà la miglior riforma possibile, ce ne possono essere anche altre, ma il 4 dicembre si voterà o per cambiare, o per lasciare così le cose. E lasciare così le cose sarebbe profondamente sbagliato".

E tra i sostenitori della riforma c'è anche la parlamentare veneta del PD Laura Puppato che per questo rischia di essere espulsa dall'Anpi, l'associazione dei partigiani che è invece schierata a favore del No alla riforma. "Sono iscritta da molti anni, perché credo vada portata avanti questa esperienza di associazionismo che onora chi ha combattuto per la libertà del nostro paese e vigila sul rispetto dei diritti di tutti, ma oggi vedo che non è importante il valore delle persone, la loro storia, il loro impegno per la democrazia bensì essere o meno al governo del paese, come se stare a fianco di Casa Pound potesse essere accettabile solo per condividere un No che sa di odio verso il premier Renzi. Altro non si può dire, visto che i contenuti della riforma sono rafforzativi delle regole democratiche e si garantisce il buon esito di referendum e leggi di iniziativa popolare".

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