Provincia di Verona, il direttore generale lascia. Ceschi: "Ente decapitato"

Il consigliere provinciale da poco riconfermato: "La riorganizzazione dell'ente non ha visto la luce e questi cambiamenti non aiutano"

Sede della Provincia di Verona (foto Gmaps)

"Congratulazioni all'ingegnere Pellegrini per il nuovo incarico. Chi non aspira a migliorare la propria posizione lavorativa? E come recriminare sulle scelte di vita? Eppure nell’ultimo anno la Provincia di Verona si è caratterizzata per una serie di scelte volte a negare ogni domanda di mobilità avanzata dai dipendenti in nome del senso di responsabilità nei confronti dell’ente".

Commento del riconfermato consiglierie provinciale Stefano Ceschi, della lista di centrosinistra Insieme per Verona, alla notizia del passaggio del direttore generale della Provincia di Verona Elisabetta Pellegrini, entrata a far parte della task force regionale per completare la realizzazione della Pedemontana. E non si tratta neanche del primo addio, visto che precedentemente anche il segretario generale Roberto Maria Carbonara era passato al Comune di Reggio Emilia.

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"Vista anche la vittoria del No al referendum di dicembre che salva le Province - ha dichiarato Ceschi - resta ora un grande problema perché la riorganizzazione dell'ente, attesa da due anni, non ha ancora visto la luce e sicuramente questi cambiamenti improvvisi non aiutano, soprattutto quando se ne vanno proprio gli attori principali dell'attesa riorganizzazione. Credo sarà questo uno dei temi principali e più importante da affrontare con il nuovo Consiglio provinciale e con il presidente Pastorello: i dipendenti della Provincia vanno ringraziati per il lavoro svolto in questi anni difficili con il quale si è garantita la funzionalità dell'ente nonostante le enormi difficoltà economiche e quelle dovute ad una legge di riorganizzazione che doveva essere solo transitoria in attesa del voto referendario".

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