Case popolari, affitti più cari. Protesta davanti ad Ater contro la riforma regionale

I manifestanti ed i consiglieri comunali che li sostengono hanno chiesto alla Regione di ritirare o almeno modificare pesantemente la legge che ha riformato l'edilizia pubblica

La protesta davanti alla sede Ater (Foto Facebook - Federico Benini)

Ieri mattina, 8 agosto, un gruppo di inquilini delle case Ater di Verona ha manifestato davanti alla sede veronese dell'azienda regionale per l'edilizia residenziale pubblica, in piazza Pozza. Una protesta contro gli aumenti degli affitti delle case popolari dovuti alla recente riforma approvata dalla Regione Veneto.

Solidali con i manifestanti gli esponenti locali del Partito Democratico e anche il consigliere comunale Michele Bertucco. Tutti hanno chiesto alla Regione di ritirare o almeno modificare pesantemente la legge che ha riformato l'edilizia pubblica. «Con il pretesto di colpire i "furbetti", questa legge ne crea di nuovi e finisce con il trasformare enti come Agec ed Ater, che prima gestivano un servizio sociale, in aziende in cui vale di più la sostenibilità economica che la funzione sociale svolta in favore dei ceti popolari in difficoltà», ha dichiarato Bertucco.

Il problema di questa legge regionale sta nel fissare parametri equi di ingresso e di uscita dagli alloggi popolari - hanno aggiunto i consiglieri del PD Elisa La Paglia e Federico Benini - Trovare una soluzione a questo problema è interesse primario anche dei Comuni che saranno chiamati a coprire economicamente tutti i casi di morosità incolpevole che si verificheranno da qui in avanti. Che i parametri attuali siano del tutto sballati si vede dal fatto che anche i percettori del reddito di inserimento (ora diventato reddito di cittadinanza) o di sussidi comunali hanno subito forti aumenti del canone. Il meccanismo diabolico di questa legge è che fa cassa prima sulla pelle dei più indigenti, e poi, una volta spennati, si rivale sulla casse dei Comuni.

A chiedere, intanto, una sospensione della nuova legge regionale sull'edilizia popolare è stata anche la consigliera regionale del Partito Democratico Anna Maria Bigon. Mentre per l'Unione Inquilini del Veneto «la legge regionale che aumenta gli affitti a circa 24.000 famiglie sulle oltre 32.000 famiglie assegnatarie di case popolari a livello regionale è inaccettabile. Questa legge deve essere ritirata, occorre una moratoria sugli aumenti degli affitti e la sospensione di eventuali provvedimenti di decadenze finché non ci saranno correttivi».

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