Primarie PD, i veronesi D'Arienzo e Zardini sostengono Maurizio Martina

I due parlamentari: «Martina ha colto il disorientamento del popolo PD che chiede unità e coesione e afferma l'importanza di rilanciare la nostra idea federalista a partire dalle regioni e dalla loro autonomia»

Maurizio Martina (Foto di repertorio)

Si terranno domenica 3 marzo le primarie nazionali del Partito Democratico. I candidati alla segreteria al momento sono Nicola Zingaretti, Cesare Damiano, Francesco Boccia, Dario Corallo, Marco Minniti e Maurizio Martina. E i due parlamentari veronesi del PD Vincenzo D'Arienzo e Diego Zardini hanno oggi, 3 dicembre, ufficializzato il loro sostegno alla candidatura di Martina, che a tra i leader nazionali ha già raccolto il favore di Graziano Delrio, di Matteo Orfini e di Matteo Richetti. «Dentro un quadro politico difficilissimo - ha detto i due parlamentari dem - Martina è stato colui che più di tutti ha cercato di rafforzare il Partito Democratico per poi allargare i propri orizzonti con un fronte largo di forze democratiche, progressiste e civiche».

D'Arienzo e Zardini chiedono di porre un freno all'estenuante dibattito interno al partito tra fazioni opposte. «La candidatura di Maurizio Martina esalta la vocazione europeista del Partito Democratico e orienta l'attenzione sugli indici di sostenibilità ambientale e sociale a cui deve puntare il nostro Paese - hanno aggiunto - Martina ha introdotto la questione settentrionale e quella veneta in particolare come elemento di dibattito del prossimo congresso. La nostra regione, come molte altre del centro nord di tutto hanno bisogno tranne che delle dosi da cavallo di assistenzialismo che si profilano all'orizzonte».

Martina ha colto il disorientamento del popolo PD che chiede unità e coesione e lo ha ripetuto nella grande manifestazione di Piazza del Popolo che ha consegnato al PD ancora una volta le sue passioni e che ha confermato le capacità di leader di Maurizio - concludono i due parlamentari - Martina afferma l'importanza di rilanciare la nostra idea federalista a partire dalle regioni e dalla loro autonomia proprio mentre il governo di Lega e Cinque Stelle fatica ad essere coerente con tanti proclami del passato. Una nostra moderna visione del cambiamento dello Stato e delle istituzioni in senso decentrato è non solo necessario per le contingenze, ma soprattutto importante per tenere l'Italia agganciata all'Europa. Noi chiediamo un congresso costituente di tutti i progressisti e democratici italiani. Nella proposta di Maurizio Martina c'è la coerenza, perché in questi mesi ha lavorato per andare oltre e per superare quei vecchi schemi, proponendo una leadership collettiva e mite: una squadra. Se non cambiamo il partito, difficilmente cambieremo l'Italia.

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