Agsm, critiche sulla scelta del nuovo direttore generale Daniela Ambrosi

PD, tosiani e Verona Civica non mettono in discussione le qualità dell'avvocato Ambrosi, ma espongono perplessità sul percorso che ha portato alla sua nomina

Dopo una lunga ricerca esterna, alla fine il presidente di Agsm Michele Croce la soluzione l'ha trovata all'interno dell'azienda. Il nuovo direttore generale di Agsm è Daniela Ambrosi. Una scelta, presa dal consiglio di amministrazione, criticata sul piano politico e non sul merito delle qualità dell'avvocato Ambrosi. Perché "il punto è politico", per il Partito Democratico di Verona, intervenuto con i suoi consiglieri comunali Carla Padovani, Federico Benini, Elisa La Paglia, Stefano Vallani e con il segretario cittadino Luigi Ugoli.

L'amministrazione, a dispetto degli annunci, non riesce a governare le imprese pubbliche senza anteporre gli interessi partitici e gli equilibrismi politici interni alla maggioranza all'interesse aziendale - scrivono dal PD - Non è un caso che per mesi, attorno al posto da assegnare, siano circolate voci su ceto politico da riciclare. Lascia poi spiazzati che la scelta del nuovo direttore generale venga presentata come temporanea e transitoria in vista della fusione con Aim. Il presidente Croce ha avuto un anno di tempo per preparare l'azienda col risultato che si presenta all'appuntamento senza avere intorno nessuno che possa fargli ombra. Un potere eccessivo e solitario che può rappresentare un grosso rischio per il gruppo, visti i risultati ma viste anche le divergenze e la mancanza di una progettualità condivisa con l'amministrazione.

Quel "potere eccessivo e solitario", di cui parla il PD, viene ripreso anche dall'ex sindaco Flavio Tosi che ha attaccato il presidente di Agsm dicendo: "Croce ha scelto una figura attraverso la quale lui spera di fare sia il presidente che il direttore generale, senza delegare a nessuno e nonostante sia privo di qualsiasi capacità tecnica e manageriale in materia". Già nei giorni scorsi, Tosi aveva espresso le sue perplessità sulla nomina di Ambrosi. Perplessità che non riguardano la professionalità di Daniela Ambrosi, ma il percorso che ha portato alla sua nomina.

Più di nove mesi fa, l'azienda diede il via alla procedura, incaricando una società esterna di compiere la selezione - racconta Tosi - Furono raccolti decine di curricula e venne sottoposta al presidente Croce una rosa ristretta di grandi manager. Ma le beghe politiche all'interno della maggioranza del sindaco Federico Sboarina hanno preso il sopravvento e quindi si è confermato il mantra del nuovo sindaco: rinviare per non decidere. Così, il consiglio di amministrazione di Agsm ha preso atto dell'esito insoddisfacente della selezione. Chi erano questi manager ritenuti tutti inadeguati? E quanto è costata ai veronesi la insoddisfacente selezione?

Alle domande dell'ex sindaco non ha risposto il capogruppo di Fratelli d'Italia Leonardo Ferrari, ma visto che Flavio Tosi ha parlato di soldi di Agsm, Ferrari ha ricordato "la trasferta in Albania del dicembre 2015 di Patrizia Bisinella, pagata con la carta di credito di Agsm".

Polemica miserevole, fuori tema, penosa e sgangherata - ha replicato Tosi - La verità è che Croce sa che l'ho colpito nel vivo delle sue contraddizioni. Sappiamo che nella lista dei candidati a direttore generale c'erano nomi molto importanti e quando hai in mano Agsm devi scegliere il meglio.

Ma il botta e risposta tra Tosi e l'attuale amministrazione fa sorridere il consigliere comunale di Verona Civica Tommaso Ferrari. "La gestione opaca della municipalizzata più importante di Verona era già prassi nell'era Tosi, con investimenti troppo spesso di dubbia strategia - ha spiegato Ferrari - L'orizzonte attuale non è cambiato di una virgola: la strategia latita, le decisioni non si prendono o se si prendono sono sempre frutto di equilibrismi lontani anni luce da quelle logiche industriali necessarie ad una multiutility del peso di Agsm. Tosi e Croce condividono lo stesso modo sterile di difendere il fortino, incuranti degli interessi dei cittadini. Agsm viene vista solo come terreno politico e mai come la realtà aziendale".

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