Teatri a Verona, polemiche sul nuovo direttore artistico Carlo Mangolini

Tosi: «Con questa nomina, Verona è suddita di Venezia». Bertucco: «La decisione ha il sapore di una mossa politica». Ma Salemi replica: «Aspettiamo e poi valutiamolo per il lavoro svolto»

Spettacolo al Teatro Romano (Foto di repertorio)

Dopo una fase di stallo, è stato trovato il successore di Giampaolo Savorelli per la direzione artistica delle rassegne teatrali veronesi. È Carlo Mangolini, che per anni ha curato la programmazione teatrale di Bassano ed è anche responsabile dell'attività formativa del Teatro Stabile di Veneto. Una figura di cui nessuno ha messo in dubbio la professionalità, ma la sua nomina ha comunque generato polemiche contro l'amministrazione del sindaco Federico Sboarina.

«Il Comune di Verona, con la nomina di Mangolini, appalta la sua stagione teatrale al Teatro Stabile del Veneto, cioè a Venezia - lamenta l'ex sindaco Flavio Tosi - La sua nomina è frutto di una precisa sudditanza politica di Sboarina a Zaia e alla Lega. L'Estate Teatrale Veronese in questo modo viene fagocitata dai veneziani e dalla Regione Veneto».
Per Tosi, il bando che ha portato a questa nomina può anche essere corretto formalmente, ma il fatto che la scelta sia caduta proprio su Carlo Mangolini lascia molti dubbi. E dello stesso avviso è anche un altro consigliere di minoranza, Michele Bertucco. «Partito male, con rinvii e ripensamenti, il bando finisce nel peggiore dei modi per la nostra città - scrive Bertucco - La decisione ha infatti il sapore di una mossa politica perché tra le candidature presentate c'erano curriculum ben più pesanti di quello che è stato premiato. Si tratta dunque di una decisione annunciata con la quale l'amministrazione Sboarina si sbarazza in un colpo solo dell'intero settore della cultura, regalandolo a Venezia. Nei prossimi mesi verificheremo quanta autonomia e capacità decisionale resterà sul territorio».

Più morbida la posizione del Partito Democratico di Verona. I consiglieri comunali vogliono capire «se la proposta del nuovo direttore Mangolini saprà coniugare la valorizzazione del teatro veronese con l'apertura internazionale che manca a Verona o se sarà una semplice gestione dell'esistente». Mentre la consigliera regionale Orietta Salemi chiede di andare oltre ai pregiudizi e alle polemiche preventive. 

Si è superata una fase di stallo - ha fatto sapere Salemi - La cosa che più conta adesso è agire in fretta e mettersi al lavoro per la prossima stagione. Ora Verona è nelle condizioni di giocare partite importanti ed è nostro dovere mettere alla prova il nuovo direttore, senza che inutili polemiche diano all'amministrazione ulteriori alibi per un rallentamento delle procedure. Alla politica spetterà compito di giudicare, poi, se i risultati sono stati in linea con le attese.

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