A Verona si accende la polemica sulla futura "Città della Musica"

È l'ex primo cittadino Flavio Tosi ad esporre su Facebook tutti i propri dubbi sul progetto che tocca la Marangona, dove sarebbe dovuta sorgere Ikea. Non si è fatta attendere però la replica dell'assessore Ilaria Segala

Flavio Tosi e Ilaria Segala

Ancora una volta, mi trovo a denunciare l'improvvisazione amministrativa dell'attuale Sindaco Sboarina, questa volta in merito al presunto progetto della Città della musica, confrontandola con un grave vulnus firmato da questa amministrazione, Ikea, che sarebbe dovuta sorgere nella stessa area della Marangona.

Il nuovo tema di scontro all'interno della politica veronese riguarda la Città della Musica, che dovrebbe nascere nella zona della Marangona. A prendere di mira l'operato dell'attuale amministrazione comunale è l'ex primo cittadino Flavio Tosi, con un post pubblicato sulla sua pagina Facebook ufficiale. 

Noi (Lista Tosi e Fare Verona) siamo a favore della Città della Musica, la proposero già nel 2009 Dodi Battaglia e l'architetto Serafini. Il punto è che non si capisce bene cosa abbia in testa Sboarina, che tra l'altro spaccia di avere un parere favorevole della Regione ma non è così. Anzi, Sboarina sta procedendo in modo tecnicamente scorretto. L'8 giugno scorso Zaia a Villafranca ha smentito Sboarina, che del no a Ikea aveva incolpato la Regione. Zaia disse: "Se il Comune vuole Ikea noi ci adoperiamo per portarla, altrimenti ci sono altri 580 comuni veneti disponibili". Per fare Ikea serviva infatti la variante regionale al PAQE per consentire una destinazione commerciale nell'area della Marangona adibita a polo logistico e di innovazione tecnologica. Ma Sboarina non ha portato avanti la variante, che quindi non ha mai proceduto.

Sboarina oggi al contrario interpella la Regione per la Città della Musica, ma in modo sbagliato: l'assessore Segala infatti anziché chiedere correttamente alla Regione la variante al PAQE (come si sarebbe dovuto fare per Ikea) ha scritto alla Regione che non serve la variante perché “la Città della Musica è da considerarsi innovazione tecnologica”. La Regione però gli ha risposto che questa è una valutazione soggettiva di cui lo stesso Comune si assumerà la responsabilità. Una risposta che Sboarina & C. hanno spacciato per favorevole, ma che evidentemente non è così, anche perché l'innovazione tecnologica la fa chi per esempio produce computer, fibra ottica o ricerca scientifica, non certo le attività commerciali o il palazzetto della Città della Musica.

La verità è che sulla Città della Musica Sboarina non chiede la variante al PAQE alla Regione perché ha la coda di paglia con Ikea, perché per Ikea non l'ha mai portata avanti e sa che così facendo perderebbe la faccia. Noi, ribadisco, siamo favorevoli sia a Ikea che alla Città della Musica, e alla Marangona con oltre 1 milione di mq c'è spazio per entrambe.

La replica all'ex sindaco è arrivata, sulle pagine de L'Arena, dall'assessore Ilaria Segala, la quale ha spiegato che rispetto al progetto del 2009, quello attuale prevederebbe una parte minoritaria dedicata agli esercizi commerciali, dando più spazio invece agli spazi dedicati ai concerti e alle sale ascolto. Uno studio eseguito preventivamente inoltre, avrebbe confermato la fattibilità del progetto, senza la necessità di portare avanti la variante. 

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