Pensioni, immigrati necessari. Casali contro Boeri: "Creare posti di lavoro qualificati"

Il consigliere regionale Casali polemizza con il presidente Inps Boeri dopo le sue parole circa la sostenibilità del sistema pensionistico italiano grazie al contributo dei lavoratori stranieri

Il consigliere regionale del Veneto Stefano Casali (Centro Destra Veneto - Autonomia e Libertà)

«Gli scenari più preoccupanti per la spesa pensionistica prevedono una forte riduzione dei flussi migratori che è già in atto», aveva avvertito il presidente Inps, Tito Boeri che poi spiegava: «Il sistema pensionistico non è in grado di adattarsi alla diminuzione dei contribuenti legata al calo dei nati in Italia. Il problema è serissimo e dell'immediato. Volenti o nolenti, l'immigrazione può darci un modo di gestire questa difficile transizione demografica. Avere immigrati regolari ci permette di avere flussi contributivi significativi».

Lavoro manuale non qualificato: 36% lavoratori stranieri

Un'analisi tecnica che il presidente dell'Inps ha presentato durante la sua relazione annuale giungendo a una conclusione netta: «Il nostro Paese ha bisogno di aumentare l'immigrazione regolare. Sono tanti i lavori che gli italiani non vogliono più svolgere”. Secondo i dati dell'Inps, infatti, nel lavoro manuale non qualificato ci sono il 36% dei lavoratori stranieri in Italia e solo l'8% degli italiani.

22 anni senza migranti, 38 miliardi di euro in meno

Lo stesso Boeri in precedenza, aveva già affrontato il tema del contributo economico positivo apportato dai lavoratori immigrati in Italia, quando ipotizzando nel "Rapporto 2017" di azzarare d'un colpo i flussi di immigrati in ingresso dal 2018 al 2040, si sarebbe visto che «nei prossimi 22 anni avremmo 73 miliardi in meno di entrate contributive e 35 miliardi in meno di prestazioni sociali destinate a immigrati, con un saldo netto negativo di 38 miliardi per le casse dell’Inps. Insomma, - aveva al tempo sentenziato Boeri - una manovrina in più da fare ogni anno per tenere i conti sotto controllo».

La replica a Boeri di Stefano Casali

«Sbaglia il Prof. Boeri nel ritenere che servono clandestini in Italia per svolgere lavori umili e mortificanti per pagare le pensioni. Nel nostro Paese è necessario sviluppare una crescita economica e dei metodi d’impiego innovativi, che permettano la creazione di posti di lavoro e che diano opportunità gli italiani». Con questa nota il Consigliere regionale Stefano Casali di Centro Destra Veneto - Autonomia e Libertà è intervenuto dopo le dichiarazioni del Presidente dell’INPS, il quale a onor del vero non ha mai parlato di "clandestini", quanto piuttosto riferendosi agli immigrati regolari aveva detto: «Per mantenere il rapporto tra chi percepisce una pensione e chi lavora su livelli sostenibili, è cruciale il numero di immigrati che lavoreranno nel nostro Paese».

Ad ogni modo, Stefano Casali ha sintetizzato così la sua posizione sul tema: «Ha invece ragione il prof. Boeri quando dice che in Italia c’è bisogno di immigrati regolari. È oggettivamente provato - ha evidenziato il Consigliere - che oltre l’85% di queste persone è rappresentato da clandestini che entrano nella nostra nazione violando la legge e conseguentemente gravando sui bilanci dello Stato, creando moltissime voci di spesa nei più vari settori. Penso in primis a quello della giustizia e della sicurezza».

«Auspico che il nuovo Governo continui il percorso intrapreso - ha quindi concluso Casali - a difesa degli italiani e degli immigrati regolari, nonché nell'accoglienza dei veri profughi che meritano tutta l’attenzione dell’Italia e dell’Europa. Se l’economia italiana crescerà con la qualità del lavoro, il sistema pensionistico reggerà senz’altro».

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