Caos autonomia del Veneto dopo il "no" grillino, Zaia: «Rispettino il contratto»

La senatrice M5S Nugnes: «Assurdo e anticostituzionale arricchire ancora di più Regioni che già vivono condizioni estremamente migliori di altre». Rotta (Pd): «Veneti presi in giro»

Il governatore Luca Zaia ed il ministro degli Affari Regionali e delle Autonomie del Governo Conte Erika Stefani

«Reputo il presidente del Consiglio una persona seria e non sprovveduta. Per questo il premier Conte sa benissimo che sulle 20 materie a legislazione concorrente e sulle 3 di competenza statale per cui è possibile la delega, la Costituzione prevede la possibilità di attribuire alle Regioni "ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia". Divagazioni sul tema non ci devono essere. Se così non fosse, vorrebbe dire che i cittadini sono presi in giro». A dichiararlo è stato il presidente della Regione Veneto Luca Zaia in una intervista rilasciata al quotidiano Il Gazzettino.

«Sono pronto alla firma, ma non firmerò un testo annacquato - ha aggiunto il governatore Zaia - non vorrei che qualcuno pensasse che al Veneto basta una conferenza stampa per firmare un progetto serio com'è l'autonomia. Non mi risultano accordi con la senatrice Nugnes - puntualizza Zaia, dopo che la pentastellata Paola Nugnes aveva espresso il suo "no" alle autonomie - Mi risulta che Di Maio abbia firmato un contratto con Salvini e che Salvini abbia firmato un contratto con Di Maio».

Paola Nugnes, senatrice grillina contro l'autonomia

La senatrice grillina aveva infatti in precedenza sottolineato la sua contrarietà al processo d'attribuzione di maggiore autonomia alle regioni che, come il Veneto, ne fanno richiesta ormai da diversi anni: «Veneto, Emilia Romagna e Lombardia avranno (pare) maggiore autonomia. - ha scritto sulla sua pagina Facebook nelle scorse ore la senatrice Nugnes - Cosa vuol dire? Vuol dire che, nonostante la Costituzione sia chiara su una necessaria ripartizione delle risorse che sia equilibrata e che sostenga le Regioni con più difficoltà, ci ritroveremo con un divario enorme tra Nord e Sud, divario che (come conferma ogni anno il rapporto Svimez) è già presente e dunque sarà ancora più amplificato».

Dopo le parole di Zaia, la stessa senatrice Nugnes ha quindi replicato a stretto giro rincarando ulteriormente la dose: «Hanno detto che se non passa la norma sulle autonomie cadrà il governo. Io dico che se questa norma passa senza attuare i lep (i livelli essenziali delle prestazioni che l'articolo 117 della Costituzione impone che vengano garantiti su tutto il territorio nazionale) e la perequazione, cadrà l’Italia. È assurdo e anticostituzionale arricchire ancora di più Regioni che già vivono condizioni estremamente migliori di altre».

Rotta (Pd): «Cittadini veneti presi in giro da Zaia»

Sul tema scottante e, per molti versi decisivo, dell'autonomia, non si è fatta attendere molto nemmeno la netta presa di posizione da parte del Partito Democratico, in particolare con le parole della deputata veronese Alessia Rotta: «L’autonomia regionale sta diventando come l’isola che non c’è. Prima l’avevano annunciata per ottobre, poi novembre, ora febbraio. C’è solo da capire chi sta prendendo per i fondelli i veneti: il governo Salvini o il suo amico Luca Zaia».

«Giorgetti minaccia la caduta del governo, - sottolinea ancora la deputata Dem Alessia Rotta - ma dal Movimento 5 Stelle fanno sapere che se passa la riforma delle autonomie cade l’Italia. Insomma, un balletto insopportabile. Ma è Zaia a rendere tutto ancor più paradossale. Basti pensare che delle promesse su cui ha vinto il referendum, ad esempio i 9/10 del gettito fiscale, sono spariti dal suo lessico così come tutte le 23 materie previste dalla Costituzione su cui ottenere l’autonomia. Le dichiarazioni del governatore veneto - conclude quindi la vicepresidente vicaria dei deputati del Partito Democratico - sono di un uomo imbarazzato che, pur comprendendo che nulla è stato fatto, deve tenere alta una bandiera. Prima la bandiera, dopo i cittadini».

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