Centro di permanenza per il rimpatrio, Polato insiste e il PD lo critica

Praticità, economia e sicurezza, questi i pilatri alla base della proposta dell'assessore veronese, ma i consiglieri comunali democratici lo attaccano: «Cerca di coprire i suoi fallimenti»

Daniele Polato (Foto di repertorio)

Con i pochi posti a disposizione nei centri di permanenza per il rimpatrio, soprattutto al Nord, per ogni accompagnamento significa mettere a disposizione due agenti, per due giornate, in una trasferta che al Comune costa circa mille euro.

Sono questioni di praticità e di economia quelle espresse dall'assessore alla sicurezza del Comune di Verona Daniele Polato per sostenere la sua proposta di aprire un nuovo centro di permanenza per il rimpatrio, se non proprio a Verona o nel Veronese almeno «nei confini regionali», come lo stesso ha ribadito.

Senza contare che portare a termine un'espulsione significa anche non vanificare il lavoro delle forze dell'ordine. L'unico modo per allontanare davvero chi non ha il diritto di rimanere nel nostro Paese, e che garantirebbe un risparmio di risorse sia economiche che di personale.

E quindi il pilastro portante dell'idea di Polato rimane quella della sicurezza, anche se l'ipotesi dell'apertura di un centro di permanenza per il rimpatrio (ex centro di identificazione ed espulsione, o cie) continua ad esporre l'assessore alle critiche.

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Con la proposta di portare a Verona un centro di espulsione immigrati, l'assessore Polato alza il tiro nel tentativo maldestro di nascondere i fallimenti suoi e dell'amministrazione Sboarina sotto il profilo della sicurezza e della riqualificazione dei quartieri - scrivono i consiglieri comunali del Partito Democratico Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani - Il collo di bottiglia delle espulsioni non sta certo nella scarsa disponibilità di strutture in Italia. Di che cosa stiamo parlando, allora? Del nulla! I cittadini si aspettano che Sboarina e Polato diano seguito alle promesse elettorali illustrando, finalmente, un piano credibile per rendere nuovamente fruibili e vitali i Bastioni e tutte le altre aree verdi abbandonante al degrado, possibilmente in collaborazione con le associazioni di volontariato cittadine e di quartiere. Comprendiamo il bruciore per l'ultima figuraccia rimediata in visione nazionale con il servizio di Striscia la Notizia, ma avanti di questo passo Polato rischia di attirarsi non solo le attenzioni di Brumotti, ma anche quelle di Staffelli per la consegna dell'inevitabile Tapiro.

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