Pfas e Pedemontana, nodi irrisolti all'ombra del Leone di San Marco

L'inaugurazione che si è tenuta a Trissino il 14 ottobre, alla quale ha si è "imbucata" anche Greenpeace, non ha fatto luce sulle contraddizioni regionali che interessano anche la provincia di Verona

Foto di Marco Milioni

La kermesse di Trissino per la inaugurazione del leone marciano ha fatto registrare arrivi da tutta la provincia e da mezzo Veneto. Federalisti, autonomisti, indipendentisti (anche quelli che non conoscono esattamente la distinzione tra i termini, anche quelli che la millenaria storia della Serenissima la conoscono così così) erano tutti variamente rappresentati o sul podio delle autorità.

Il Carroccio per giunta ha dimostrato di essere l’unica forza politica che ormai riesce a mobilitare una massiccia presenza popolare sul territorio e questo dovrebbe far riflettere non poco le forze che in Regione o in parlamento si dichiarano all’opposizione. Infatti con una notevole cornice di pubblico domenica 14 è stato celebrato il leone della identità veneta, definito il più grande al mondo. Tuttavia durante la colorata contro-manifestazione organizzata dalla galassia ecologista e da quella antagonista (se ancora così si può chiamare) è stato lanciato un monito sotto forma di domanda doppia che chi di dovere ha cercato di dribblare, senza riuscirvi peraltro.

Uno, che cosa hanno fatto in questi anni le autorità, a partire dalla Regione Veneto per evitare o intervenire rispetto all’affaire Pfas? Due, come risponde nel concreto la Regione, al di là dei comunicati stampa che non entrano nel merito, ai rilievi della Corte dei conti e dei cittadini che vedono nella Pedemontana Veneta un disastro ambientale e un buco nero annunciato nelle casse di palazzo Balbi?

CIAMBETTI E STEFANI TACCIONO

A queste domande il presidente del Consiglio regionale Roberto Ciambetti e il ministro delle riforme istituzionali Erika Stefani si sono di fatto sottratti. Il ministro per vero ha parlato di una amministrazione regionale che si sta impegnando senza riserve per affrontare un problema annoso e che il leone posizionato all’inizio della valle dell’Agno è un monito per tutti, istituzioni incluse perché non si dimentichi il problema. Si tratta di parole misurate, certo non scandalose, ma che non superano la barriera dell’ovvietà. Questo la Stefani che è leghista lo sa. E Ciambetti, che di quella istituzione è stato assessore al bilancio e oggi presidente del consiglio regionale lo sa ancora meglio. Alla fine dell’estate infatti, proprio su Vicenzatoday.it , era emerso un dato incontrovertibile.

Alcuni funzionari di Arpav ma soprattutto del Genio Civile, era il 2008, avevano già identificato il potenziale inquinante della fabbrica trissinese. E quindi, considerato che quelle agenzie regionali conoscevano il problema grazie al lavoro dei loro funzionari, al massimo livello, ovvero quello in cui i vertici apicali delle agenzie ed il livello politico gioco forza si confrontano, che cosa venne deciso?

Gli allora direttori generali di Genio e Arpav e gli assessori allora competenti come valutarono la situazione? Come si comportarono gli allora vertici della provincia di Vicenza a quel tempo capitanata dal leghista Attilio Schneck? Che cosa sapeva a quel tempo palazzo Nievo giacché proprio in capo a quest’ultimo erano precise competenze in materia ambientale? Che cosa sapeva il comune di Trissino visto che Stefani ne è anche stata vicesindaco?

Dal podio non c’è stato alcun riferimento degno di questo nome rispetto a quesiti che rimangono ancora irrisolti. Sono stati lanciati solo alcuni generici proclami sulla identità veneta, sul cui retaggio straordinario poco o nulla ci sarebbe da dire se non che è molto poco conosciuto anche dai veneti stessi. Federalismo fiscale, federalismo, autonomismo, indipendentismo, irredentismo sono tutti fenomeni politici di eguale dignità che meritano tutti di essere approfonditi anche depurando la discussione da pelose ipocrisie per cui qualsiasi forma di più o meno marcato distacco dalla autorità centrale è automaticamente sinonimo di minore sussidiarietà o solidarietà. Da questo punto di vista non possono essere ignorate le questioni poste da Alberto Peruffo, uno degli ispiratori della contro-manifestazione e da Greenpeace. 

Alberto Peruffo: "Abbiamo bisogno di altri veneti"

Giuseppe Ungherese: "Le autorità sapevano da anni, la procura indaghi"

SE REPUBBLICA VENETA FOSSE...

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